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Quando il passato ritorna - ex alla ribalta

Riccardo, il ritorno dell'ex

Il ritorno dell'ex

La settimana scorsa mia moglie mi dice che un suo vecchio amico di quando eravamo ragazzi, che aveva conosciuto in vacanza, ma mi diceva non esserci mai stato neinte, passava da dove abitiamo e voleva salutarla. Bene le dico, noi avevamo già programmato di uscire per cena e ballare il sabato sera, quindi dico, faccio aggiungere un posto. Programmiamo anche di preparare la camera degli ospiti in modo che possa restare a dormire da noi, posto ne abbiamo.

Arrivati al sabato Riccardo bussa a casa nostra e ci presentiamo, del milanese, bel ragazzo indubbiamente, ed anche simpatico. Facciamo un poco di chiacchiere mentre preparo un aperitivo, intanto lei si veste, scende dalle scale ed aveva un miniabito con calze in tono e stivali, era veramente figa. Non potei fare a meno di vedere che anche Riccardo la guardava, comunque proprio in quel momento suona il cellulare e capita una emergenza di famiglia che mi obbliga ad andare via. Loro propongono di disdire tutto, ma no dai, dico andate voi, ci vediamo appena mi libero.

Esco con l'idea di fare presto e raggiungerli, purtroppo la cosa si prolunga, faccio molto tardi, torno a casa in piena notte e vedo che la macchina di Riccardo, con cui erano andati via, è già parcheggiata. Immaginando fossero a dormire faccio piano ed in silenzio entro in casa. Sento dei rumori provenire dalle camere, mia moglie si addormenta con la tv accesa, quindi non mi stupisco, mi tolgo le scarpe e salgo in silenzio al buio per non svegliare nessuno. Ma non ce ne era bisogno, arrivato sulla porta della camera vedo lei distesa a gambe aperte, le spalline del vestito tirate giù, la gonna alzata e Riccardo che le sta leccando la fica, poi le baci i capezzoli mentre gliela tocca, ancora le bacia in bocca poi si scosta e sempre mentre la masturba le appoggia il cazzo alla bocca, lei è bravissima in questo, lo prende in mano e lo sega mentre glielo succhia alla grande. Sono raggelato e resto nel buio a guardare. Sotto il lavoro di mia moglie gli diventa enorme, poi si tira via e torna fra le sue gambe, lo appoggia sulla sua fica e con un colpo secco glielo sbatte dentro iniziando a stantuffarla con forza mentre lei geme. Vanno avanti un poco ed io resto a guardare, intanto mi è venuto duro, un misto di gelosia, ma anche di eccitazione. Quando lui viene ridiscendo le scale in silenzio e torno fuori. L'aria fresca, per non dire fredda, mi fa bene e mi toglie un poco di bollore. Aspetto una decina di minuti, poi apro la portiera e la chiudo sbattendola in modo che si sentisse che ero arrivato, rientro in casa come se niente fosse e salgo di sopra in silenzio, lui dorme(?) nella camera degli ospiti, lei nel nostro letto con il pigiama. Mi infilo nel letto e mi metto a dormire, tra mille pensieri,

Pensieri....

La domenica mattina mi alzai per primo, ancora in tumulto per quanto scoperto la notte antecedente. Preparai la colazione per tutti, il figlio era rimasto a dormire fuori casa quindi eravamo solo noi grandi. Il primo a scendere fu Riccardo, lo guardavo e lo vedevo ancora mentre leccava la figa di mia moglie, comunque feci finta di niente e gli dissi "Allora come è andata la serata?", "Bene, peccato non sei potuto venire, al ristorante che avevi prenotato si mangia effettivamente molto bene, ed anche dopo a ballare ci siamo divertiti".
"Spero che avrai fatto la guardia per bene" dissi sorridendo, "era molto sexy ieri sera".
Rise "sì è vero, faceva una gran figura, ma stai tranquillo, le sono sempre stato vicino"
Fin troppo pensai, "già faceva una gran figura, si è mantenuta bene"
"Era bella già da giovani, è rimasta molto in forma"
"Avete fatto tardi? Quando sono tornato era tutto buio e spento, spero di non avervi svegliato"
"No, poi non c'eri, non siamo rimasti molto a ballare, siamo rientrati abbastanza presto".
Nel frattempo si era alzata anche mia moglie, faceva tranquillamente finta di niente, salutò lui e dette un bacino a me chiedendomi "tutto bene ieri sera? non eri ancora tornato quando sono andata a letto".
"Sì tutto a posto, ora vado a prendere nostro figlio"

Dovete sapere che in casa abbiamo delle webcam di sicurezza con cui controlliamo casa da remoto quando non ci siamo, ero roso dalla curiosità, mista a timore, se sarebbe successo ancora qualcosa lasciandoli da soli, quindi anticipai con una scusa l'uscita per recuperare nostro figlio.
Mi fermai quindi con il tablet a poca distanza da casa ed iniziai a guardare cosa succedeva in casa. Mia moglie sistemò la cucina dalla colazione ed iniziò a sistemare casa, le solite cose di casa. Riccardo guardava il telefono, attivai i microfoni, niente di che a dire il vero, parlavano del più e del meno, di come anche lui fosse sposato, del lavoro, e via dicendo, parevano due amici e basta. Poi mentre lei preparava un caffè lui si avvicinò a prendere la tazzina e d'improvviso le mise una mano sul culo, uno dei suoi pezzi forti, bello e sodo anche se non me lo ha mai voluto dare. "No dai, basta, per favore" gli rispose, lui si ritrasse con una smorfia, lei si girò, gli diede un bacio sulle labbra dicendo "fai il bravo su".

La cosa sembrava finita lì e stavo per andarmene, ma aspettai un attimo ancora, switchando tra le cam, la vidi scendere per le scale ed andare in lavanderia, con la cam di sotto inquadrai la zona e vidi mia moglie armeggiare per preparare la lavatrice, Riccardo le disse qualcosa dal piano di sopra, lei non capì e gli rispose "non sento bene da qui, vieni giù se hai bisogno". Lo vidi arrivare ed andarle vicino chiedendole qualcosa che mi sfuggì, poi mentre lei sistemava la lavatrice lui che le era dietro aggiunse "una perfetta donna di casa", ridendo, rise anche lei, "già, sai che palle sempre sti lavori", "ma anche molto brava a letto e sexy" ribadì lui abbassando le labbra e baciandola sul collo, "no dai, ti ho detto basta" rispose lei, ma il tono non era molto convinto, lui percepì e la leccò dietro l'orecchio, lei chiuse gli occhi con un piccolo gemito, le mise la lingua in bocca mentre le calava i pantaloni del pigiama che indossava ancora, io guardavo la scena raggelato, ma mi accorsi di essere anche eccitato dalla cosa. Riccardo la baciava mentre con le mani le palpava i seni e da dietro la premeva contro la lavatrice, non riuscivo ad afferrare tutto quello che dicevano per via del microfono della cam che non è il massimo, ma mi arrivò "era bello quando eravamo ragazzi, ma ancor di più adesso, sei sempre una gran figa". Vedo che mentre con una mano la tocca con l'altra si apre i pantaloni e li fa cadere a terra, il cazzo è dritto e duro ovviamente, le ha tirato su la maglia e la lecca sulla schiena mentre sfila un preservativo e se lo infila, poi la fa chinare un poco alla pecorina con le mani appoggiate alla lavatrice, lo appoggia alla sua fica, si vede che trema dalla voglia, con un colpo secco le entra dentro ed inizia a fotterla senza pietà mentre lei sussulta di piacere gemendo, la pompa per un pezzo finchè non vengono entrambi. Lui lo sfila e la fa girare, la bacia in bocca a lungo, "peccato oggi devo tornare a casa, avrei ripetuto ancora", "dai che mio marito potrebbe tornare, comunque meglio così che rientri...." disse mia moglie mordendogli un capezzolo.

Al pub

La settimana seguente stavo attento per vedere cosa succedeva, anche se non lo avevo mai fatto, cercavo di spiare i messaggi di mia moglie, la curiosità mi mordeva. Ma nei messaggi che si scambiavano confesso non c'era mai niente di particolare, tutte cose di ordinaria amministrazione come se non fosse mai successo niente, non so se ero io a non prendere quello giusto e non volessero rischiare. Resta il fatto che intanto anche io e lui ci sentivamo per motivi professionali, doveva fare dei lavori che attenevano il mio settore nella sua piccola azienda, e mi chiedeva consigli. Febbraio passò così, a marzo Riccardo mi chiese se sarei andato un weekend su da lui per fare tutto il lavoro di ricablaggio e configurazione, mi avrebbe pagato le ore ed il viaggio e sarei stato a casa sua per ricambiare l'ospitalità e risparmiare il costo dell'alloggio. Ci mettemmo d'accordo ed un venerdì salii a Varese, mi venne a prendere in stazione a mi accompagnò a casa sua, una villetta in periferia, molto carina, il giardino attorno ben tenuto. Entrammo in casa e trovammo sua moglie con i 3 figli di cui mi aveva già accennato; Silvia, sua moglie, mi colpì subito, capelli lunghi corvini, occhi scuri profondi, fisico perfetto da ex-pallavolista come mi aveva raccontato Riccardo, bella donna. Mi salutò con calore chiedendomi del viaggio e così via, poi corse a vedere i bambini cosa combinavano.
La sera cenammo tutti assieme, poi Riccardo propose di andare a bere una birra in un pub che conosceva. Durante la cena avevo parlato molto con Silvia mentre Riccardo stava in giro ad accudire i ragazzi, sarei rimasto ancora volentieri, ma non potevo rifiutare l'invito e l'idea di approfondire certe cose mi stuzzicava.

Al pub parlammo del lavoro da fare il giorno dopo, poi, complici un paio di birre, la confidenza salì e ci scambiammo racconti e idee. Feci finta di non sapere che mia moglie aveva detto che non c'era mai stato niente tra di loro da ragazzi, così gli chiesi come si erano trovati, come era andata, "ma sai, eravamo al mare, una compagnia, tutti assieme, passammo tutto un mese a divertirci. Andavamo nella stessa pensione, furono 2 o 3 anni mi pare".
"Ahh ah okk una passioncina giovanile" dissi ridendo, sei stato uno dei primi ragazzi.
Riccardo pareva un poco imbarazzato "Ma sì, cose da ragazzi, lei era una delle più carine, fisico perfetto, divertente".
"Già, hai ragione, ma quindi siete stati assieme in quel periodo?"
"Ma cosa vuoi, sono cose vecchie, tanto tempo fa, non ti devi preoccupare"
"No tranquillo, neanche la conoscevo. Anche io mi divertivo a quei tempi, peccato arrivare in fondo con le ragazze allora non fosse facile" dissi ridendo, "per fortuna qualcosa si riusciva a raccogliere, giusto per non usare sempre lo storico Postalmarket", aggiunsi ridendo alla grande.
"aahh ah vero, hai perfettamente ragione"
"Non per dire, ma quando conobbi Giulia, riuscivo solo a farmi fare delle seghe, però devo dire che è veramente brava in questo", buttai lì, poi finsi di pensare di avere esagerato e dissi "o cavolo, ho bevuto troppo, cosa sto raccontando?"
"ahh ah no tranquillo, in fondo hai ragione" disse ridendo (intanto eravamo alla terza birra).
"okkk, ma anche voi faceste qualcosa quando stavate assieme?"
"beh come ti ho detto lei era molto carina, come adesso poi, e non ero il suo primo ragazzo ovviamente"
"Sì, immagino, ma quindi? Come era?"
"Visto che lo dici anche tu lo sai ovviamente, si era fatta la fama di essere una che con le mani faceva miracoli, e quando ci mettesso assieme non vedevo l'ora di provarlo. Mario, se vuoi mi fermo, se ti scoccia sentirlo dimmelo okk?"
"No, no, sono cose antiche, sono curioso, raccontami"
"Insomma, se ci tieni, scoprii che era veramente una maga, riusciva a farmelo diventare così duro e grosso come nessuna, e mi faceva durare tantissimo, sei sicuramente fortunato ad averla sposata."
"Già, quindi non ci fu altro?"
"No, no, solo petting, queste cose da ragazzi, non che non avrei voluto, ma non c'era verso, solo con le mani".
"Okkk, si è fatto tardi, meglio andare a casa non pensi? Abbiamo bevuto abbastanza"
In auto parlammo ancora di donne e vita, lui mi raccontò poi di avere incontrato Silvia, e di essersi innamorati, poi sposati e via dicendo.
Parlando così buttai lì, "ma la prima volta con Giulia quindi fu al mare? COme successe?"
"Ma eravamo di notte in spiaggia, avevamo fatto le solite cose di quegli anni, il fuoco in spiaggia, la chitarra, eravamo su un lettino e lei mi infilò la mano nei pantaloni, cavolo se era brava, me lo ricordo ancora, non credo di averne mai trovata una così abile con le mani", si fermò guardandomi, "Ma non ti scoccia se ti racconto di tua moglie?".
"No, no, anzi..." risposi, "ma anche Silvia è una donna molto bella, lasciatelo dire".
Riccardo guardò per aria, come se cercasse qualcosa senza trovarlo, "Sì, disse, ma è sempre presa da tante cose, figli, casa, poi è tanto che siamo insieme, ma va bene così".

Il sabato mattina io e Riccardo andammo alla sua aziendina, iniziai ad installare tutto, ad un certo punto ci mancavano alcuni pezzi, Riccardo uscì per andare a comprarli. Mentre giravo aspettando tornasse vidi che si era dimenticato il telefono sulla scrivania, la tentazione fu troppo forte e lo presi guardando subito dentro i messaggi. Lessi che aveva scritto a mia moglie, lei rispondeva "qui tutto bene, lì come va?". "Bene, vorrei fossi qui, così mentre tuo marito lavorava potevamo divertirci....". "Dai smettila, non farmi agitare."; "Ti agiti sapendo che ti vorrei sotto?"; "Un pochino....". Lo sentii rientrare e rimisi tutto a posto.
Facemmo buona parte del lavoro e tornammo a casa sua nel pomeriggio inoltrato, Silvia ci accolse con calore, il suo sorriso mi scaldava, fin troppo a dire il vero. Ripuliti e rivestiti io e Riccardo stavamo per andare a prendere del cinese take away per cena quando lui ricevette una telefonata, doveva preparare subito un preventivo da mandare via "Silvia vai tu con Mario per favore, io sto qui con i bambini ed intanto faccio questo lavoro".
Mi preparai in sala aspettando che Silvia si vestisse e scendesse, quando la vidi apparire dalle scale ebbi un tuffo, indossava un paio di shorts che la facevano veramente sexy, le aprii galantemente la porta "Grazie" mi disse, "Complimenti, sei bellissima se posso" risposi, per tutta risposta mi gratificò di un sorriso smagliante. Per tutto il tempo ridemmo e scherzammo, scoprimmo di avere mille interessi comuni e c'era una bella intesa, tornammo e mangiammo tutti assieme. Dopo cena loro andarano su a salutare i bambini, io gironzolavo per casa e vidi il pc di Riccardo acceso, un tocco al mouse ed apparve il desktop, anche qui non resistetti, guardai i messaggi su fb, c'era una chat con mia moglie, lui le diceva che gli mancava di toccarla, di mandargli qualcosa, lei gli aveva inviato una foto in lingerie, sexy, languidamente messa in poltrona, "Così ti piaccio lo stesso?" era la didascalia.
Richiusi tutto, loro ridiscesero, saluti e andammo tutti a letto, avevo mille pensieri per la testa.... Telefonai a casa per salutarla e dirle che la sera seguente la volevo scopare, che avevo una gran voglia, ed era vero, averla vista in biancheria intima sul pc di un altro uomo mi aveva eccitato oltre misura....

Ritorno a casa

La domenica finimmo di fare tutto il lavoro negli uffici di Riccardo, devo ammettere che anche lui era molto simpatico, a parte che andasse a letto con mia moglie, era una persona assolutamente piacevole e diventammo amici scambiandoci confidenze. Fra uomini, a parte parlare di sport che interessavano ad entrambi, il discorso cade ovviamente sulle donne, sul letto, su quelli che erano i nostri desideri e fantasie e su cosa poi si riusciva a portare a termine in modo reale. Ad un certo punto mi chiese "Ma voi a letto come va? Tutto classico o vi lasciate andare a giochi?". "Ma sai Riccardo, devo dire che abbiamo avuto sempre una vita sessuale piuttosto accesa, certo io ho tante cose che vorrei fare e lei non partecipa a tutte, anzi, però non mi lamento, si dà da fare ed è pronta anche a situazioni particolari entro certi limiti, e tu con Silvia?". Riccardo fece vagare lo sguardo per la stanza, "bella donna, ma è molto sul classico, raramente si lascia andare.". 
Comunque arrivammo a finire tutto e tornammo a casa sua per pranzo, Silvia indossava un paio di panta aderenti che la fasciavano perfettamente ed una maglietta attillata che metteva in risalto i suoi seni, intravidi i capezzoli attraverso il tessuto e rimasi un attimo fermo, lei mi salutò e probabilmente colse il mio interesse, i bacini sulle guance furono forse un attimo più soffici del dovuto. Il pranzo fu piacevole come sempre, io e lei parlammo di tantissime cose ridendo e scherzando, mentre Riccardo metteva in tavola ed accudiva i ragazzi. Mi preparai per il rientro ed accettai l'offerta di Riccardo e Silvia di fare una doccia  prima di partire, andai al piano di sopra nella camera messami a disposizione proprio di fronte al bagno, mi spogliai ed andai sotto l'acqua. Un'acqua che non portò via i miei pensieri, divagando tra le immagini di mia moglie che faceva sesso con Riccardo e le forme di Silvia che mi inquietavano, finito di lavarmi uscii e mi accorsi con disappunto di avere lasciato accappatoio ed asciugamano nella mia stanza, aprii la porta, ovviamente nudo, e feci per andare in camera a prendere tutto, in quel momento sulla soglia della porta alla mia destra, che era la camera da letto matrimoniale di Riccardo e Silvia, apparve proprio lei con dei vestiti piegati in mano che stava evidentemente portando a posto. Io ero completamente nudo e dopo la doccia calda ed i pensieri in stato di evidente tiro.... , ci fissammo un attimo negli occhi senza parole, i suoi occhi scuri bruciavano come pietre laviche, la timidezza ebbe il sopravvento, accennai un sorriso di scusa allargando le braccia e mi infilai in camera mettendomi addosso l'accappatoio. Ne riuscii per spiegarmi con lei, ma non ce ne era più traccia.

Una volta preparatomi salutai con calore Riccardo ringraziandolo di tutto, lei non c'era, mi disse che era in giro per casa e garage a sistemare cose, mi raccomandai di salutarla e uscii fuori, aprii la mia auto, il bagagliaio per riporvi le mie borse, "Mario", mi sentii chiamare "vai via senza salutare?", Silvia stava uscendo dal garage, si avvicinò spalmandosi con il suo corpo sul mio più del dovuto, la mia eccitazione fu immediata e percepibile, e dato il nostro stretto contatto tra i corpi sicuramente se ne accorse, ci scambiammo baci sulle guance, ma sbagliando direzione ci fu invece un rapido contatto tra le nostre labbra, fu come un incendio, Riccardo intanto era uscito anche lui per cui evitai qualunque cosa facendo finta di niente. Salii in auto e ripartii verso casa in quella domenica di fine marzo.


Dubbi....

Tornato a casa tutto andava a meraviglia, ma i pensieri mi si affollavano nella mente, amavo mia moglie, questo era indubbio, eppure vederla fare sesso con un altro uomo invece di farmi infuriare, mi aveva eccitato. Ero arrabbiato perchè mi aveva tradito, ma non avevo fatto scenate, non avevo buttato in faccia ai due quello che avevo imparato, me lo ero tenuto per me e la cosa mi aveva anche procurato piacere, cosa mi stava succedendo?

Iniziai a cercare in rete notizie sull'argomento, trovai tutto un mondo nuovo, il cuckoldismo! Siti, pagine, gruppi, un universo sterminato dove nella versione più semplice la donna andava con altri uomini ed il marito/compagno ne era consapevole, consenziente, spesso assisteva, ricavandone piacere. Appartenevo forse a questa schiera? In realtà mia moglie lo faceva di nascosto, io non ero un cuckold nel senso stretto del termine, ma un uomo tradito, resta il fatto che ne provavo piacere ed eccitazione.
Iniziai a navigare sui siti e pagine che trattavano dell'argomento, mi iscrissi ai gruppi con un account fittizio appositamente creato, strinsi amicizia con altri che si trovavano nello stesso frangente, cominciai a masticare di bull, cuckold, sottomessi, sweet, swingers, aspiranti e gang bang. Ogni giorno imparavo qualcosa di nuovo e trovavo nuovi piaceri che poi mettevo in pratica fantasticando mentre facevo l'amore con mia moglie.
Intanto mi sentivo e ci sentivamo con Riccardo, pensavo a loro due accoppiati, la gelosia era frammista alla voglia di rivederli assieme con lui dentro di lei. Ero diviso a metà tra rabbia ed intrigante piacere. Mi sentivo anche con Silvia, a volte facevo battute salaci, azzardavo, tipo "Mi ricordo poco della cena che hai preparato, mi distraevi troppo con quegli shorts....", nulla di troppo in là, ma comunque le facevo capire che non mi era stata indifferente. Lei d'altronde non si lasciava andare troppo, rispondeva con simpatiche emoticon di gradimento, ma stava nel suo posto di moglie e madre.

Verso la fine del mese Riccardo doveva venire nella nostra città per un incontro di lavoro ed ovviamente ci offrimmo di ospitarlo, notai che mia moglie aveva 'casualmente' prenotato parrucchiera ed estetista proprio poco prima dell'arrivo del suo vecchio amico di gioventù.
Riccardo aveva l'incontro di lavoro il sabato mattina, poi veniva a pranzo da noi, notai che mia moglie aveva sostituito la solita tutona con un paio di panta attillati, un brivido mi percorreva la schiena, la baciai in bocca toccandole il sedere ed intanto immaginavo fosse la mano di Riccardo, mi eccitai e feci scivolare la mano fra le sue gambe scoprendola bagnata, in un attimo, approfittando che il figlio fosse a scuola, la spogliai e la scopai contro la cucina, l'immagine di Riccardo che le faceva lo stesso mi faceva impazzire.

Comunque arrivammo all'ora di pranzo, Riccardo arrivò, elegante e simpatico come sempre ci abbracciamo con calore, il pasto andò benissimo, chiacchierammo un sacco aggiornandoci sulle varie cose. Quando guardai il telefono vidi un messaggino in arrivo, era Silvia
"Ciao, come stai? Vi state divertendo? Io sono sommersa di cose da fare qui da sola".
"Bene, anche se Riccardo si sta monopolizzando mia moglie, mi sento quasi escluso :( :( ; potrei venire ad aiutarti magari :) :) "
"Ahhh ah avrei da fare le pulizie, non credo ti divertiresti molto :) :) "
"Se hai gli shorts dell'altra volta potrei anche dare il lucido :) :) "
"Sciocco..."

Dopo pranzo preparai il mio studio per Riccardo, gli tirai fuori il divano letto, poi andammo tutti assieme a fare un giro all'outlet, arrivò sera e decidemmo di andare a cena fuori. La baby sitter era puntuale, ci vestimmo e scesi con Riccardo a preparare un drink prima di andare fuori. Mia moglie scese dalle scale, indossava una minigonna di pelle con giacchino di pelle sopra e stivali alti, era mozzafiato, vidi che lui la mangiava con gli occhi, ma feci finta di non accorgermene. Avevamo scelto un risto giapponese molto chic, ci sedemmo io da una parte e loro due di fronte, quella sera ci raggiunsero anche due nostre amiche che volevano venire a ballare dopo. Visto il tutto tenevano un atteggiamento dignitoso, da amici, ma quando mi cadde il tovagliolo e mi chinai sotto al tavolo per raccoglierlo vidi che lui le aveva messo la mano tra le gambe e la carezzava, ebbi una erezione immediata, facendo finta di niente mi ricomposi e finimmo la cena.
In discoteca c'era un gruppo molto bravo e ci divertimmo, io ballai con le nostre amiche, mia moglie si fermò con Riccardo, anche lui poco amante della pista, sul divanetto.
Il sabato sera si concluse così, bella serata, tornammo a casa e andammo a letto dopo i saluti di rito.


Scoperto

La domenica mattina mi alzai, inviai un messaggino a Silvia "Finite le pulizie? Noi abbiamo fatto un poco tardi...."
"Io a letto prestissimo , ero distrutta"
"Immagino bellissima comunque...."
"Ruffiano :) :) "
"Tutona oggi?"
"Già"
"Una foto?"
Mi arriva una foto dove Silvia aveva una tuta aderente che la fasciava a meraviglia, risposi con l'emoticon WOW

Andai a riassettare lo studio dove aveva dormito Riccardo mentre lui era andato a prendere il giornale, spostando alcune sue cose mi cadde qualcosa per terra, era il perizoma di mia moglie, glielo aveva dato per ricordo prima di andare a letto evidentemente, o addirittura al locale "che puttana" pensai, ma ero qualcosa di più di eccitato, il pene era diventato di marmo. Mi misi al pc e guardai la posta ed alcune news, intanto era passata la mattinata ed uscii per andare a riprendere il figlio da catechismo. Quando tornai vidi la macchina di Riccardo parcheggiata, entrai, mia moglie stava finendo di preparare il pranzo, salii al piano di sopra ed entrai in studio, vidi Riccardo seduto al mio pc, mi ero scordato di spegnerlo "Ciao Mario, scusami, mi si è scaricato il telefono e stavo guardando la posta che avevo un paio di mail urgenti cui rispondere" mi disse, guardandomi fissamente in maniera strana.
"Dai nessun problema dissi" intanto mi chiedevo cosa avessi lasciato aperto.... quali sessioni....
Riccardo scese giù ed io mi sedetti al pc per spegnerlo, erano aperte 4-5 schede su siti e pagine cuckold, mi gelai, Riccardo aveva visto dove navigavo, ma comunque non c'era poi niente di male obiettai, molti uomini guardano siti hard, nulla di illegale o di preoccupante.

Il weekend stava finendo, mi rodevo che non fosse successo nulla, poi all'improvviso venne fuori che dovevo accompagnare nostro figlio da degli amici, colsi la palla al balzo. "Mi spiace Riccardo, devo andare, starò ad aspettare che Giacomo finisca la festa, non credo ci sarai ancora quando torno.".
"Aspetta", disse Riccardo, "se devi andare avevo preso un paio di regali per voi", prese fuori due pacchetti, ne detto uno a me ed uno a Manuela, aprii il mio, una ottima bottiglia di Traminer, "dai non dovevi, è eccezionale, lo berremo la prossima volta che ci vediamo". Intanto Manuela stava armeggiando con il suo, morbido e più piccolo, lo aprì con cura, lo sfilò, rimasi di sasso, conteneva un completino perizoma e reggiseno ridottissimo in pizzo con un paio di calze ed un reggicalze, guardai Riccardo. Lei era rimasta interdetta, forse si aspettava che mi arrabbiassi, ma Riccardo fu pronto come suo solito "Mario, sei un uomo fortunato, questo lo metterà per te e con quel vino vi divertirete di sicuro.... , spero non avrai pensato male!" aggiunse ridendo, ma guardandomi fisso negli occhi con una strana espressione.
"Ahh ah , grazie Ric, lo metteremo a buon frutto!" risposi ridendo e stampando un bacio sul collo di mia moglie.

Presi il figlio ed uscimmo di casa, corsi dai nostri amici in tutta furia, scaricai Giacomo e dicendo che avevo scordato il telefono a casa mi precipitai a rotta di collo verso casa. Parcheggiai fuori dal cortile, entrai dalla porta del garage facendo attenzione ad ogni rumore, il fiato in gola, il cuore batteva all'impazzata, entrato dal garage nella tromba delle scale di casa nostra mi fermai in ascolto, non si vedeva e non si sentiva nessuno, se per caso fosse arrivata mia moglie avrei detto che ero tornato a prendere il telefono.

Salii prestando la massima attenzione, la casa era in silenzio, ma non del tutto, dal piano di sopra si sentivano dei rumori, mi tolsi i mocassini e salii, i rumori che venivano dallo studio erano inequivocabili, mi infilai nella camera di fronte, dovete sapere che nello studio c'è uno specchio molto grande, quindi dalla camera potevo vedere praticamente tutto. Riccardo era seduto nella mia poltrona, nudo, lei aveva addosso il completino che originariamente sarebbe stato da usare con me, stupenda, reggiseno striminzito che portave i seni in alto, perizoma, reggicalze e calze, scarpe col tacco. La mia erezione era pari solo alla mia rabbia, il completino da porca per me lo stavano usando loro, Riccardo si stava scopando mia moglie nel mio studio, sulla mia poltrona, in realtà il perizoma era scostato, perchè lei era a cavalcioni sopra di lui e si muoveva flessuosa. Devo ammettere che quando sale sopra potrebbe fare morire un uomo di piacere tanto è brava, ed il mio 'amico' sicuramente apprezzava dall'espressione.... lui aveva gli occhi socchiusi e le diceva "Non ti fermare, cielo sei stupenda, bravissima, mai avuta una donna come te".
"Ti piace?", rispose lei, "sono brava?"
"Da morire, sei bravissima, sei la mia bagascia."
"Sono la tua troia? E tu sei il mio cliente?" aggiunse Manuela chinandosi ed alzando il suo culo mostrandomi così la verga di Riccardo potentente infilata dentro di lei.
"Sì, sono il tuo cliente" mormorò, alzò la testa per prenderle in bocca un capezzolo e succhiarlo, fu lì il disastro, io ero rimasto raggelato, non riuscivo a muovermi, non reagii abbastanza in fretta, quando lui raddrizzò la testa mi vide riflesso nello specchio, fu un attimo, ci fissammo negli occhi per un attimo che fu lungo come un secolo. Mi ritrassi immediatamente, ma oramai era tardi. Sentii ancora Riccardo dire a mia moglie "Sei sicura che quel cornuto di tuo marito non torni all'improvviso vero?".
"No, no, quando va lì si fermano a mangiare e bere, tranquillo", mormorando ed ansimando ancora di più.

Mi infilai giù per le scale, l'ultima cosa che sentii mentre uscivo nuovamente per la via del garage, fu il raggiungimento del piacere da parte dei due amanti, a me rimaneva un groviglio di sensazioni inestricabili ed una granitica erezione come non avevo mai provato.

 

A Milano

La situazione era quanto mai aggrovigliata, ero un uomo e marito tradito dalla propria moglie con la sua vecchia fiamma, nonchè, almeno così lo ritenevo, da un amico. Come ho detto amavo ed amo mia moglie, e non mi spiegavo perchè vederla con un altro me la facesse amare e desiderare ancora di più. Ma adesso Riccardo sapeva che io sapevo, per usare un gioco di parole, che cosa poteva pensare? Ne aveva parlato a lei?

La sera della domenica le chiesi di indossare il completino che le aveva regalato Riccardo, quello che aveva usato con lui a mia insaputa,
"Dai, è nuovo, sai che preferisco lavarlo prima di metterlo"
Sapevo perchè non voleva, ma proprio per questo insistetti, "Ti prego, fallo per me, per una volta, ti voglio tantissimo...."
Pur a malincuore lo tirò fuori dal cesto della roba sporca fingendo di estrarlo dal cassetto, lo indossò, il pensiero che avesse addosso l'odore di Riccardo mi fece salire l'adrenalina a mille, la feci salire sopra di me, era bellissima con il pizzo ed il reggicalze, ci baciavamo appassionatamente, lei si strusciava contro il mio sesso, le scostati il perizoma come avevo visto e glielo infilai dentro, era la stessa scena che avevo visto al mattino con me al posto del suo amante, come sempre mille emozioni diverse si mescolavano dentro di me.

Il mattino dopo andai a lavorare con un turbinio nella mente, cosa mi stava succedendo? Perchè vedere mia moglie con un altro mi eccitava? Da quando? Ero sempre stato così? Riandai con la mente indietro al passato cercando indizi in merito, alcuni ricordi riaffiorarono. Un giorno andando in vacanza ci eravamo fermati al confine austriaco, eravamo scesi dall'auto in un parcheggio di camionisti, era domenica ed i tir erano fermi, lei indossava una tutina ridotta agostana, si era chinata per prendere qualcosa che era caduto esponendo il suo perfetto lato b ad un gruppo di camionisti in fondo al piazzale che mi accorsi si toccarono la patta. Non avrei potuto certo litigare con un gruppo come quello, poi non avevano fatto o detto niente, ma la cosa mi aveva eccitato anche se poi avevo rimosso. Ripensai ancora, una sera al ristorante con lei vestita sexy il cameriere la corteggiava sfacciatamente, eppure avevo trovato la cosa intrigante! Ed ancora quella volta in discoteca che era passata con una microgonna a fianco di un tavolo di soli uomini, e questi si erano dati di gomito. Avevo sempre pensato fossero cose così, ma forse c'era di più. Restava il fatto che adesso il problema era palese, Riccardo sapevo che io ero al corrente della loro tresca, che fare?
Mentre ero preoccupato e sudato da questo pensiero mi arrivò un messaggio proprio da Riccardo "Scusami, spero che mi perdonerai, sei arrabbiato? Ne avresti tutte le ragioni.... Non volevo". Non sapevo che rispondere, si vede che lui pensava che non avessi detto niente per non fare scenate. Non risposi, lasciai passare tutto il lunedì, poi martedì mattina gli risposi "Okk, non me lo aspettavo, mi è dispiaciuto molto, non ho voluto fare casini"
"Va bene, ti capisco. Ne possiamo parlare? Comunque il tuo matrimonio non è in pericolo, è solo che ci ha preso così, scusami ancora"
"Okk, ne parleremo, va bene?", le comunicazioni su questo si fermarono lì.

La sera Riccardo telefonò a casa nostra per fare due chiacchiere, cosa che capitava spesso, se non lo avesse più fatto avrebbe destato sospetti. Prima parlò con Manuela per un pezzo, poi lei me lo passò, c'era ovviamente un poco di imbarazzo, ma fra noi si era creata comunque una amicizia ed una complicità,
"Volevo ringraziarti dell'ospitalità" mi disse, "sono stato veramente bene...."
"Non ne dubito, spero che anche se domenica sono dovuto andare via non te la sarai presa e sei tornato a casa in ordine."
"Sì, grazie, Manuela è una perfetta padrona di casa, siete amici veri". Io sorridevo ed era come se lo vedessi ridere anche a lui in fondo.
Poi mi passò Silvia, un brivido mi percorse la schiena, c'era sempre una certa tensione piacevole tra noi. Anzi visto che dovevo recarmi a Milano in Bocconi per un convegno le chiesi se avremmo potuto pranzare assieme in pausa. Accettò prontamente, lei lavorava lì vicino, con mia grande gioia.

Il giovedì mi recai appunto a Milano, mattinata intensa, a pranzo mi trovai nel ristorante che aveva prenotato Silvia, l'aspettavo fuori dal locale, lei arrivò puntualissima. Tailleur d'ordinanza nell'ufficio marketing dove lavorava, stacco di gambe splendido, si muoveva flessuosa in armonia, i suoi capelli neri cadevano morbidi sulle spalle ed i suoi occhi si accendevano guardandomi, almeno lo speravo. Il pranzo fu come sempre bellissimo, un'ora di conversazione e lazzi piacevolissima, lei doveva rientrare al lavoro ed io al convegno, saldai il conto ed uscimmo. Mi avvicinai per i classici bacini sulle guance e fu un attimo, non so neanche come, le nostre labbra si unirono in maniera incadescente, fu un vulcano in eruzione, pochi momenti che pareva non passassero mai. Poi lei si scostò d'improvviso e fuggì via senza una parola.
Seduto in Bocconi avevo ancora più pensieri nel marasma in cui navigavo, ed inoltre mi chiedevo a cosa fosse dovuta la fuga improvvisa di Silvia. Proprio allora mi giunse un messaggio da lei, "Scusami, non volevo, sono sconvolta, non doveva succedere, non so cosa mi sia preso."
"Che eri irresistibile?"
"Scemo, sei sempre così carino...."
"Quando ci rivediamo?", nessuna risposta.

A sciare in Svizzera, Silvia è mia

La vita, passa, tutto passa, scorre, i pensieri vanno e vengono, si continuava così, bene che dire. Marzo passò, arrivammo a Pasqua, una sera Riccardo ci telefonò e ci propose di andare a sciare in Svizzera, saremmo passati da casa loro lasciando nostro figlio con i loro e la babysitter per proseguire oltre confine, dove i ghiacciai permettevano ancora di sciare.
Mia moglie interloquì "Sai che non scio, non sono capace e non mi piace....",
Riccardo tornò alla carica, "C'è una bellissima spa dentro, puoi rilassarti e fare massaggi il tempo che siamo sulle piste, poi si tratta solo di un weekend, anche il paese è carino". Non ci mise molto a convincerla  alla fine.

Il venerdì sera andammo a casa loro, non successe granchè, cena divertente raccontandoci gli aggiornamenti sulle ultime cose, con tutti i bambini ed anche i genitori di Riccardo per casa non avemmo maniera mai di rimanere soli. Al sabato mattina partenza con l'auto di Riccardo che avendo 3 figli disponeva di una monovolume molto spaziosa. Arrivati all'hotel in un paesaggio incantato e sotto un sole accecante scaricammo le valigie e ci vestimmo per l'alta quota, scarponi e sci con noi e tutti e tre prendemmo la funivia per il ghiacciao mentre mia moglie era andata a vedere il mercato in paese.

Silvia era bellissima con la sua tuta aderente, Riccardo pareva distratto, diceva di essere stanco da un periodo di lavoro intenso, io e lei arrivavamo in fondo alla pista e lo aspettavamo scherzando e ridendo come sempre, pareva che il bacio di Milano fosse dimenticato, ma a me ancora bruciavano le labbra. Pranzammo in una baita e riprendemmo le piste, ma alla prima curva Riccardo scivolò cadendo. Non pareva niente di serio, una normale caduta da poco, ma lui insistette di sentire molto male e volle tornare a valle dicendo che ci avrebbe aspettato in albergo, sospettai fosse una scusa per raggiungere Manuela, ma io restavo solo con Silvia, non mi andava poi tanto male.
Ricominciammo a correre sulle piste godendoci un panorama da urlo ed un sole che bruciava, la stuzzicai, "Facciamo gara? Chi arriva per ultimo a questa paga pegno!".
Lei non mi rispose, mi gettò in faccia una risata facendo roteare i capelli lunghi che spuntavano sotto la berretta e si lanciò in basso gridando "Okkkk". Mi scapicollai dietro di lei ed a fatica riuscii a superarla proprio all'ultimo, ci fermammo di corsa sotto un abete ridendo e completamente sudati, lei si appoggiò ansimando con la schiena al tronco, la desideravo come non mai. Mi avvicinai a stretto contatto sussurrandole "Hai perso, ora devi pagare pegno!".
"Ahhh sei terribile, e cosa devo fare?"
Non risposi, ma mi avvicinai ancora di più ed in silenzio misi le labbra vicinissime alle sue, i nostri respiri si fondevano, la sentivo fremere, finalmente le nostre bocche si aprirono e le lingue si intrecciarono, non dicevamo nulla, nessuna parola sarebbe stata adeguata al momento. Sentivo il mio sesso durissimo ed ero sicuro che anche lei se ne rendeva conto visto che eravamo con i corpi uniti, incollati fra loro. Le piste erano oramai deserte in quel punto ed eravamo comunque discosti tra gli alberi, non resistevo, dovevo toccarla, infilai le mani sotto la sua giacca ed arrivai ai seni che tanto mi facevano impazzire, i capezzoli erano durissimi, avrei voluto baciarli, ma era ovviamente impossibile. Scesi con le mani verso il basso, scivolai lungo i suoi fianchi perfetti da atleta, arrivai tra le sue gambe con la mano, la sentii bagnata, iniziai a toccarla sempre di più mentre lei ansimava in modo folle. Anche le sue mani cercarono la strada per entrare nei miei vestiti, oramai ogni remora era caduta, quando arrivò a prendermelo in mano fu come se mi avessero marchiato a fuoco. Non ci volle molto perchè il nostro piacere trovasse la sua logica conclusione. Rimanemmo ancora uniti a baciarci, poi lei si scostò dicendomi "E adesso? Come facciamo?".
La guardai ridendo, "Ora è meglio che rientriamo prima che ci chiudano le piste".

Ritornammo al pelo in albergo, eravamo di nuovo in società, mia moglie e suo marito erano lì ad aspettarci, dovevamo riunirci tutti di nuovo.  
 


Sabato sera, cena in hotel

Con ancora gli accappatoi addosso erano lì nell'atrio che parlavano e ridevano, ci avvicinammo "Ciao, come stai Riccardo?", gli chiesi, "il ginocchio fa
ancora male? Ti vedo meglio...." aggiunsi con un pizzico di sarcasmo.
"Bene, bene, grazie, ho approfittato della spa e di un massaggio per riprendermi, ora va bene. E a voi come è andata sulle piste?" chiese a sua volta
guardando Silvia.
"Bene," rispose lei in fretta con lo sguardo basso, "ora scusate, non vedo l'ora di mettermi sotto la doccia".
"Saliamo anche noi amore?", dissi a mia moglie?
Le due coppie si separarono andando a prepararsi per la cena.

Mi feci la doccia per primo, le donne si sa che necessitano di tempi più lunghi, intanto mi facevo raccontare del pomeriggio
"La spa è molto bella", mi disse Manuela, "poi è arrivato Riccardo che mi ha raccontato della caduta, il massaggiatore aveva tempo ne abbiamo approfittato,
ho fatto bene amore? Mi trovi in forma?", aggiunse baciandomi.
Allungai le mani sotto il suo accappatoio trovandola calda e disponibile, facemmo l'amore in modo dolce, mentre molte domande mi venivano in mente....

Vestito scesi alla reception per avere info sul lasciare la camera il giorno dopo, orari e check-out, trovai lì anche Riccardo.
"Beviamoci un drink mentre aspettiamo" mi propose.
Ci sedemmo ad un tavolino del bar interno all'hotel, due Negroni allentarono un minimo di tensione,
"Mario," mi apostrofò, "cosa ne pensi? Non mi hai più detto niente."
"Riccardo, non so, sono rimasto senza parole, pensavo che Manuela mai e poi mai mi avrebbe tradito, men che meno con te, dopo tanto tempo, siamo diventati amici. Non ho ancora realizzato, non le ho detto niente perchè se le parlassi potremmo litigare di brutto, anzi è sicuro. Spero sia stata una botta e via."
"Mario,", riprese lui, "sinceramente, è quello che vuoi?"
"Cosa intendi? Non capisco"
"Senti, ho visto i siti che avevi in casa e stavi guardando, erano tutti quelli dove si iscrivono uomini cui piace vedere la propria donna con altri."
"Cercavo di capirmi, un poco di introspezione, volevo comprendere se infuriarmi o come comportarmi"
"Posso farti una domanda sincera per avere una risposta sincera?"
"Spara"
"Ti è piaciuto vedere Manuela con me? La cosa ti ha eccitato?", mi chiese guardandomi fisso negli occhi.
Mi sentii a disagio, sentivo il rossore riempirmi le guance, "Se anche fosse?", mormorai.
"E se trasformassimo questa storia in un gioco fra noi?"
"Scusa?"
"A me piace scopare tua moglie, è da quando eravamo ragazzi che lo volevo, mi era rimasta addosso questa voglia che ora ho soddisfatto, ma lei mi fa
impazzire. A te piace guardare, siamo amici, ci conosciamo, se vuoi continuiamo come complici."
"Vorresti scoparti mia moglie con il mio consenso? Ma se capitasse a Silvia che diresti?", risposi interdetto.
Riccardo guardò per aria meditabondo, "Silvia non è un problema, lei è una suora, non farebbe mai niente del genere. Ma stiamo parlando di noi e di tua moglie ora. Che ne dici?"
"Riccardo, non lo so, ci devo pensare, dammi tregua.", mi alzai e portai i bicchieri al bancone.
Intanto pensavo come affrontare la situazione, in effetti l'idea mi aveva eccitato oltre modo, ma non volevo dargli la soddisfazione, tornai verso il tavolino indeciso se riprendere il discorso, in quel mentre apparvero le nostre due consorti.

Erano straordinariamente belle e sexy, Manuela indossava un abito blu estremamente corto ed aderente con un paio di decolleté che faceva risaltare l'azzurro profondo dei suoi occhi incorniciati da una cascata di capelli biondi. Silvia si era messa un tubino nero, anche lei molto corto con un paio di tronchetti, la sua camminata atletica mi faceva impazzire, risentivo i muscoli che la fasciavano sotto il tocco delle mie mani. Anche fra loro si era creata una bella intimità, ridevano abbondantemente, vidi molti uomini girarsi verso di loro e la cosa non mi dispiaceva. Ci recammo a cena tra gli sguardi ammirati ed invidiosi degli altri uomini, o perlomeno di una buona parte, erano un'attrazione. La cena passò in modo strepitoso, avevo Silvia alla mia sinistra e Manuela alla destra. Con mia moglie è uso che quando è vestita così le accarezzi le cosce, anche se non mi fa mai andare oltre, su questo è pudica. Da quanto mi aveva detto Riccardo di Silvia immaginavo che anche lei fosse uguale o di più. Ma approfittando della tovaglia che cascava abbondantemente coprendo il tavolo feci scorrere con indifferenza la mia mano sinistra lungo le gambe di Silvia, lei mi guardò di sfuggita, ma non dette segno di essersene accorta o di fastidio, continuando a discorrere con tutti. Ero sicuro che mi avrebbe tolto la mano da lì, invece la sentii aprire leggermente le cosce indicandomi la strada, non ci pensai, salii fino agli slip insinuando un dito sotto gli stessi e toccandola. Lei era bravissima a dissimulare il tutto, ma sotto era fradicia, non potei proseguire per tanto essendo in compagnia, ma fu estremamente eccitante. Nel rimettere la mano sinistra sul tavolo feci cadere la forchetta per terra e mi chinai a raccoglierla, accorgendomi che la mano di Riccardo stava frugando senza ritegno tra le cosce di mia moglie.

Una domenica di assoluta passione, scatta la complicità.

Ci salutammo ed andammo tutti a letto con l'idea di andare a sciare al mattino, noi tre, visto Riccardo sosteneva di essersi ripreso; mia moglie sarebbe andata al mercatino della domenica mattina poi ci saremmo visti a pranzo.

Ero abbastanza innervosito dal fatto che al mattino successivo Riccardo si sarebbe unito a noi, mi ero già visto da solo con Silvia in giro sulle piste, non capivo se era un caso o aveva subodorato qualcosa. Era quasi mezzanotte e mi accingevo ad andare a letto quando mi arrivò un messaggino, era Riccardo, "Domattina ti alzi presto, trova una scusa, vattene via, io alle 8,30 entro in camera tua e mi scopo tua moglie, ti lascio la porta socchiusa, tu entri senza farti accorgere e guardi. Se sei d'accordo dimmelo, altrimenti ci vediamo come d'accordo alle 9,30 per andare a sciare."
Rimasi di sasso, il nervoso era istantaneamente passato, era subentrata una rapidissima eccitazione. Cosa fare? Presi una decisione "Ok" risposi semplicemente.
"Mario, che succede? Chi ti scrive a quest'ora?"
"E' il capo cara, vuole che domattina faccia un lavoro sui server dell'azienda, non ti preoccupare, mi alzo un poco prima ed alle 8 sarò giù a fare il lavoro, poi ti vengo a prendere per colazione".

Dormii agitatissimo aspettando la mattina, ero diviso tra la voglia di guardare quello che sarebbe successo, stavolta in complicità con Riccardo, e l'ansia di rivedere Silvia.
Al mattino mi alzai alle 7,30 come d'accordo, mi sciacquai ed uscii dirigendomi in fondo al corridoio e nascondendomi dietro l'angolo. Dopo una decina di minuti di febbrile attesa sentii dei passi, sbirciai in corridoio e vidi Riccardo arrivare in tuta da jogging, evidentemente aveva usato il footing come scusa per allontanarsi. Bussò discretamente alla porta, dopo poco vidi aprire la porta e mia moglie dire con aria assonnata "Mario hai già fatto?", poi rimanere i stucco ed aggiungere "Tu? Sei impazzito? Cosa fai qui? Potrebbe tornare da un momento all'altro!"
"L'ho visto di sotto mentre volevo uscire, ne avrà almeno mezzora, ho pensato sarebbe stato più divertente fare riscaldamento con te che fuori per strada...."
La sentii ridacchiare "Dai vieni dentro prima che ti veda qualcuno", Riccardo entrò in camera nostra e finse di chiudere la porta, lasciandola invece quasi invisibilmente aperta. Aspettai un attimo e mi recai anche io alla porta entrando in silenzio, l'atrio era buio mentre la camera da letto illuminata, mi acquattai nascosto e buttai l'occhio. Riccardo era in piedi, si era tolto la giacca, i pantaloni calati alle caviglie, lei era in ginocchio completamente nuda di fronte a lui, con la mano sinistra gli teneva il pene mentre con la destra gli massaggiava le palle, la sua bocca leccava il glande dell'uomo con sapienti colpi di lingua. Manuela è una vera artista del pompino, fa correre la lingua come un pennello, ma in questo caso il pennello non era il mio. Alzò lo sguardo e lo fissò negli occhi del suo amante. Mentre lei lo leccava lui si girò verso di me, sapeva che ero lì. La mia eccitazione era massimo, lo sentivo scoppiare. Riccardo la fece alzare, l'adagiò sul letto a gambe aperte, si inginocchiò fra le sue gambe, la baciò in bocca, poi scese a succhiarle i capezzoli, infine fece scorrere la lingua in basso verso il monte di Venere e la leccò a lungo, lei fremeva godendo, lui le infilò un dito nella vagina, salì sul letto e le mise il pene in bocca, lei ricominciò a succhiarlo mentre lui raddoppiò le dita scopandola con un ditalino doppio, si mise a cavalcioni di lei leccandola e misero assieme un 69 da manuale. Guardavo mia moglie fare un 69 con un altro uomo ed ero eccitatissimo, la mia mano si infilò nei pantaloni e mi toccai il cazzo durissimo. Riccardo si tirò in piedi e la guardò, nuda ed esposta, a gambe aperte, si distese su di lei baciandola ed appoggiò la punta alla sua fica, con un colpo secco che la fece sobbalzare le andò dentro iniziando a stantuffarla. Mia moglie ha un culo bellissimo, ma non ha mai voluto darmelo, lui la fece girare, la vidi alla pecorina, il suo culo meraviglioso alla mercè di Riccardo, ma neanche a lui era concesso questo, almeno ora, ma l'amico non si fece remore a prenderla da dietro, la teneva per i fianchi e la sbatteva con forza dicendole "Godi troia, ti ho voluto da sempre, mi facevi penare da piccoli, mi esplodeva, mi toccava masturbarmi pensandoti, ora goditi il mio cazzo", lei si eccitava ancora di più ed ansimando arrivarono all'orgasmo. Cosa che feci anche io, per la prima volta mi ero masturbato godendo pienamente mentre mia moglie veniva scopata da un altro.

Uscii fuori a rinfrescarmi e calmarmi con l'aria fredda della mattina di montagna, ripresi controllo e tornai in camera da mia moglie. Il mio amore dormiva serenamente come se niente fosse successo, la svegliai dolcemente baciandola sul collo, "Già fatto caro?" mi disse. Assentii, si preparò e scendemmo a fare colazione dove trovammo Riccardo e Silvia. Ci scambiammo le ultime, Silvia "Sai che Riccardo mentre lavoravi è andato a correre? Ci tiene molto alla forma", fissai Riccardo sorridendo, "C'è chi deve lavorare e chi si può divertire vero Riccardo? Qualcuno deve mandare avanti la baracca."
"Parole sante amico mio" ribattè lui.

Sciammo tutta la mattina, Riccardo restò sempre con noi, in cima ad una pista, guardando un panorama meraviglioso, abbracciò Silvia facendo scivolare la mano sul suo culo e provocandomi una fitta di gelosia. Ma in fondo era pur sempre sua moglie, ma l'assaggio del giorno prima era stata una specie di droga, ogni tanto mi pareva che lei mi lanciasse uno sguardo in tralice, ma non ero sicuro. Si era forse già pentita?

Pranzammo in hotel tutti assieme, mia moglie fece vedere gli acquisti del mattino, una serie di prodotti della zona, salimmo nelle camere a preparare i bagagli e scesi a caricare l'attrezzatura da sci in auto, casualmente e fortunatamente in ascensore trovai Silvia con altre persone che scendevano, Riccardo era al telefono per lavoro e quindi toccava a lei mettere sci e bastoncini dentro il van. Ovviamente l'aiutai a caricare il tutto, la prendevo in giro, "Ehh  una telefonata di lavoro, di domenica...."
"Non mi tradirebbe mai", affermò lei, si farebbe scoprire subito.
Eh già pensai dentro di me, "Sei stupenda oggi", interruppi guardandola, jeans skinny che la fasciavano perfettamente maglia con lo zip, mi avvicinai e l'aprii leggermente, "Che fai?" mi disse sorridendo.
"Tanto rientriamo, volevo vedere un poco di tesoro"

Rientrammo nell'atrio e ci dirigemmo all'ascensore, il weekend stava ormai terminando e chissà cosa ci avrebbe riservato il futuro, se sarebbe successo qualcosa o il tutto sarebbe rimasto come un lampo nella notte. Più la guardavo più la desideravo, l'ascensore si aprì ed entrammo, non resistetti! Spinsi il pulsante dell'ultimo piano, era una torre di 25 piani, ed un orario dove c'era poca gente in giro adesso, gli ospiti o erano partiti o sulle piste, mi buttai con la bocca sulla sua, lei non oppose resistenza, ci baciammo come il fuoco che arde, la volevo assolutamente, lì e adesso. Le aprii la zip e le alzai la maglia interna, scostai il reggiseno baciandole i capezzoli, lei ansimava e sussurrava "Sei un demonio, che fai? Sei impazzito? Potrebbe entrare qualcuno".
Non le diedi retta e lei non opponeva resistenza ricambiando i miei baci e mettendo le sue mani sotto la mia maglia, le calai i pantaloni, l'ascensore saliva, mi slacciai i miei e lei me li fece scendere, non c'era tanto tempo, ma l'urgenza era totale. Così, in piedi, mi avvicinai e glielo infilai dentro senza perdere un attimo, era totalmente fradicia e gemeva di piacere, era come se fossimo in Paradiso, facemmo l'amore in fretta, ma in questo caso il tempo era sovrano ed il piacere che raggiungemmo unico. L'ascensore si fermò e mentre mi finivo di rassettare si aprirono le porte lasciando entrare una coppia che doveva scendere, "A che piano voi?" gli chiesi con nonchalance? Silvia era rossa come se fosse passata sotto una lampada solare.

Riuscimmo tutti a dissimulare i nostri incontri in auto, c'era comunque una bella unione e si trattava di cose belle e piacevoli che l'intrigo ed il peccato rendevano ancora più attraenti. Rientrammo a casa verso mezzanotte trovando Giacomo che dormiva, ed io 2 messaggi, il primo era di Riccardo
"Ti sei divertito cornuto?"
Il secondo di Silvia, "Sei un demonio, ma è stato bellissimo".
Rimandai di rispondere al primo, anche perchè lo trovavo eccitante, risposi al secondo "Mi hai mandato in Paradiso, e spero di esserci nuovamente ammesso".

Mia moglie online

Il lunedì andai al lavoro in preda ad un misto di euforia e confusione, quanto accaduto nel weekend era adrelinicamente elettrizzante. L'essere diventato complice di Riccardo era stata la cosa più intrigante che mi ricordassi e l'ascensore a luci rosse con Silvia mi faceva sentire ancora il suo caldo respiro sulla pelle.

Restava da rispondere al messaggio di Riccardo, che dire? ci pensai e gli risposi
"Sì, vero, ma cornuto non mi pare corretto, la parola esatta dovrebbe essere cuckold non pensi?"
"Per essere cuckold lei dovrebbe esserne a conoscenza, non mi pare sia così al momento"
"Ci mancherebbe, sarebbe un casino, cosa penserebbe? Non voglio neanche pensarci, tu non la conosci!"
"Forse si tu che non la conosci.... vedremo...."
I punti di sospensione mi lasciavano interdetto e con un pizzico di ansia, per sciogliere la tensione decisi di scrivere a Silvia
"Buongiorno stupenda, ho ancora il tuo dolce sapore addosso"
"Buongiorno a te, attento al diabete allora...."
Riusciva sempre a farmi ridere, il suo senso dell'umorismo era pari alla sua sensualità.

Lavorai a testa bassa cercando di rimanere concentrato, ma nel pomeriggio mi riscrisse Riccardo, "Hai foto di tua moglie? Intendo spinte ovviamente"
La richiesta mi lasciò di sasso, in effetti di foto ne avevo tante, con ogni tipo di lingerie ed abbigliamento sexy, ed anche video hard che avevamo girato, ma perchè me lo chiedeva? Cosa rispondergli? Riflettei che probabilmente le voleva per lui, tanto non è che avesse molto di più da vedere di quello che già conosceva, la sua richiesta mi dette un'ulteriore idea, spedii quindi due distinti messaggi.
Il primo andò a Riccardo, "Sì, vuoi che te le mandi?"
Il secondo a Silvia, "Vorrei fossi qui, perchè non mi mandi una foto?"
La risposta di Silvia fu quasi immediata "Non ti ricordi più la mia faccia cattivo?"
"Non pensavo ad una foto del viso...."
Passarono alcuni minuti e mi arrivò una foto del suo scultoreo fianco che mostrava l'elastico degli slip, come non eccitarsi immediatamente?
Poi arrivò quella di Riccardo, "Le foto non sono per me, ora ti dico cosa devi fare".
Le istruzioni seguenti mi ordinavano di usare il profilo fake che aveva creato tempo prima ed usavo per navigare su siti hot, iscrivermi ad un sito di cuckold e postare le foto.
"Metterai una foto, ovviamente che non si riconosca il viso, pubblica, ed altre non mascherate che metterai nella zona privata cui darai accesso solo a me, così quando voglio guardarmi tua moglie lo posso fare, hai capito tutto?".

Mia moglie in veste sexy-hard su un sito hot di guardoni? L'idea era tanto perversa quanto eccitante. Per iniziare ne scelsi una sexy, ma niente di esagerato, minigonna cortissima bianca e tacchi a spillo, con la mano destra teneva il giacchino in mano con fare sbarazzino. Fatta in estate era perfettamente abbronzata e risplendeva di sensualità, un top nero corto ed aderente con due bretelline completava un quadro quanto mai attraente. Ne misi altre della serie nella zona privata, a quel punto dovevo abilitare Riccardo, ma come? Glielo domandai e scoprii che anche lui si era fatto un profilo fake ad uso e consumo del mondo proibito. Eseguii quanto richiesto.
Dopo pochi minuti vidi il numero delle visualizzazioni cominciare a salire, il popolo dei guardoni stava dando soddisfazione, 100, 200, 300, 500, ed iniziarono ad arrivare i commenti. si andava dal 'bellissima' allo 'stupenda' passando per 'una dea', ma arrivando anche a cose tipo 'che figa', 'gran troia', 'tutta da scopare', 'prestamela', e via dicendo. Mi resi conto che questi ultimi mi causavano una grande eccitazione, mi sentivo decisamente strano, ma stavo cominciando a comprendere molti aspetti di questo mondo. All'improvviso arrivò il commento di Riccardo, 'Vi piace? Dovreste vederla ancora meglio'. Spalancai gli occhi, stava dicendo al mondo che lui l'aveva già assaggiata. Ovviamente i commenti arrivarono ancora di più, 'Allora mostracela', 'Faccela vedere', fino al 'Ma tu cosa c'entri?'. Chiusi la pagina e spensi tutto, per un lunedì era stato abbastanza.

Il martedì, come voleva Riccardo, ne postai un'altra, senza il giacchino stavolta, era una serie che componeva uno strip, dove voleva farmi arrivare l'amante di mia moglie? Il sito approvò e gradì senza lasciare adito a dubbi di sorta. Le visualizzazioni aumentarono ancora così come i commenti che incitavano ad andare avanti. Ai commenti dei fans di mia moglie rispondeva Riccardo spiegando come fosse brava a letto, centellinando sapientemente i dettagli per tenere tutti sul filo. I suoi commenti ne provocavano altri di umiliazione nei miei confronti, dal cornuto al cazzo piccolo, cosa peraltro non vera, si divertivano ad insultarmi e dileggiarmi, ma questo non faceva che aumentare la mia libidine.

A parte questo tutto procedeva alla grande, io e Riccardo ci sentivamo al telefono per lavoro, ma non accennavamo mai, o quasi, alla zona griga che ci eravamo costruiti. Quella era relegata alla messaggistica, sicuramente più consona alla bisogna. Ci sentivamo anche ogni tanto la sera tutti e quattro, anche fra Manuela e Silvia si era creata una bella amicizia, erano diventate intime. A volte, se i lavori di casa ed i figli ce lo permettevano, facevamo una video su Skype per chiacchierare del più e del meno guardandoci in faccia. Silvia era sempre più bella con quei due occhi luccicanti come carboncini, ma stavamo ben attenti a non lasciare trasparire nulla della nostra liaison, ma la mia sete di lei aumentava di giorno in giorno.

Un giorno glielo scrissi, dovevo andare a Milano per un convegno su certe tecniche, era di mattina, avrei detto a casa che si prolungava anche al pomeriggio e le proposi, se possibile, si prendesse mezza giornata di ferie per passare il tempo assieme.... titubaba, era insicura, oppure voleva solo farsi desiderare di più, alla fine acconsentì. La settimana successiva ci saremmo visti. La conferma di ciò mi fece salire in uno stato di esaltazione che trovava sfogo facendo l'amore con la mia amata moglie, se non fosse che intanto pensavo a quello che stavo facendo con Riccardo.

Lo strip online proseguiva giorno dopo giorno, il mercoledì postai la sua foto senza giacchino e senza gonna, la sua silhouette risaltva scultorea con solo il perizoma ed il top, il giovedì tolsi il top lasciandola solo con la lingerie, reggiseno e perizoma. Volevo fermarmi e lo dissi a Riccardo.
"Riccardo, è rimasta quasi nuda, l'hanno già vista in migliaia, basta!"
"Pensa a quanti cazzi duri ha fatto venire, a quanti si saranno toccati guardandola, vuoi fermarti adesso? Non dirmi che ti eccita?"
"Va bene, hai ragione, mi piace, però.... Ma a te non dà fastidio?"
"Mario, ho scoperto che mi piace, tanto, domani postala con le tette di fuori."
"Ma Riccardo, e se non volessi?"
"E' un ordine!"

L'ultimo messaggio mi travolse, "Un ordine!" mi aveva scritto, dentro di me tutto era in fermento, come poteva piacermi così tanto che mi parlasse in questa maniera?
Il giovedì obbedii postanto una foto di mia moglie con solo il perizoma, i suoi seni con i capezzoli duri che puntavano in alto era sotto gli occhi di tutti, raggiunse facilmente un paio di migliaia di visualizzazioni, i commenti saliro di numero e di livello. "Da mordere", "Da succhiare tutti", "Bellissima", spiccava quello di Riccardo in chiusura "Dovreste sentire come si induriscono quando glieli succhio, e come ho goduto facendomi fare una spagnola e venendole sopra." Scoprii anche questo, aveva goduto sui seni di mia moglie, altro atto di piacere e di umiliazione nei miei confronti.
Era venerdì, gli scrissi "E' rimasta solo in perizoma....",
"Spogliala, mostrala, fai vedere a tutti la sua figa, aspetto online."

Postai una foto di Manuela senza veli, completamente nuda, la sua vagina era aperta e mostrata da lei che con le mani la apriva, ignara che quella foto era ora finita sotto gli occhi di tutti. Fu il finimondo, arrivammo a quasi 4.000 visualizzazioni, alcuni postarono nella sezione 'MOGLI SKIZZATE' la sua foto su cui si erano masturbati, la mia umiliazione era totale, pari alla mia eccitazione....
Prima di andare a casa scrissi a Riccardo, "Hai visto? Ora è sotto gli occhi di tutti."
"E' stata una settimana divertente, sei stato bravo, a proposito, da ora chiamami Padrone."


Motel day use con Silvia a Milano

Il primo weekend di maggio passò tra le solite mille cose di casa ed impegni standard, la settimana entrante avrei dovuto vedermi con Silvia, finalmente con calma, andai al lavoro lunedì mattina come se avessi fuoco liquido nelle vene. Arrivato in ufficio mi sedetti e le inviai subito un messaggio "-3", 3 giorni al mercoledì di fuoco che mi si prospettava.
"Ne hai voglia di vedermi?", mi rispose.
"Partirei adesso, di vederti sì, ma non solo....".

Poi  iniziai guardare internet, le foto di mia moglie sul sito erano splendide, vederla così, desiderata, leggere i commenti, vedere quanti cazzi faceva tirare, il fatto che eccitasse altri uomini mi fece indurire immediatamente le parti basse. Sarei tornato a casa od in ufficio da lei per scoparmela per bene, cosa che in passato avevo già fatto. A volte la raggiungevo quando era sola e fingevamo io fossi un camionista incazzato che la prendeva con la forza od un superiore che si sbatteva la segretaria come una propria troia personale.

Stavolta invece mi arrivò un messaggio da Riccardo, "Servo come stai? Mi sto guardando le foto di Manuela, hai sposato proprio una gran figa. Sapessi quanto mi piace sbucciarmela per bene."
Ci eravamo sentiti la sera prima, ma come amici di famiglia, tenevamo i due ambiti ben separati. La parte famigliare dove stavamo come amici intimi, e quella hard dove invece eravamo complici in questo perverso, ma intrigante gioco. Risposi come dovevo "Grazie padrone", ci pensai un attimo ed aggiunsi "di far godere mia moglie.". Sorrisi mentre lo spedivo, l'umiliazione mi rendeva felice.
"Sei uno schiavo obbediente, io questa settimana sarò molto impegnato, non so se potrò curarmi di te. Tu continuerai a postare le foto come hai fatto finora. Voglio che  che la usi anche farla fotomontare, ci sono altri utenti che fanno questo sul sito. Poi devi guardare quelli che si masturbano sulle foto delle mogli, gliele mandi, te le fai rimandare con il loro piacere sopra e le posti. Hai capito tutto?"
"Ma padrone, questo è terribilmente perverso, sei sicuro?"
"Non discutere, è un ordine. Poi hai un profilo fb no? Postala anche sui gruppi di cuckold ed esibizionismo. Stai solo attento ovviamente a togliere sempre il viso. Quello è riservato a me."
Come mi aveva annunciato Riccardo fu praticamente assente, postai una foto di Manuela in lingerie eccitante, completino pizzo, reggicalze, tacco a spillo. Poi un'altra con un completino in latex e stivaloni da cavallerizza, roba che avrebbe resuscitato il cazzo anche ad un morto. Fu un delirio di visualizzazioni e commenti. Le ricondivisi sui social Twitter e Fb, sul primo arrivai preso ad avere centinaia di follower che guardavano le grazie di mia moglie, su fb arrivava a 1000 likes come niente, i commenti piovevano. Ogni volta che uno era particolarmente spinto mi eccitavo da morire.

Arrivò mercoledì finalmente, partii per Milano, messaggiai con Silvia sul treno mentre andava a lavorare, "Come sei vestita?"
"Ti interessa davvero saperlo?"
"Qualunque cosa hai addosso te la strapperò via...."
Ero seduto a seguire il corso in Bocconi come se fossi sui carboni ardenti, il sesso non smetteva di dolermi, ogni tanto andavo in bagno a svuotare la vescica per alleggerirmi. Alle 13 schizzai fuori come un missile, il day use prenotato era lì vicino, arrivai dentro come se mi stessero inseguendo e mi presentai alla reception chiedendo la chiave. "La chiave l'ha già presa la signora", mi rispose cortesemente il concierge. Non aspettai nemmeno l'ascensore, divorai 3 piani di scale come un fulmine, bussai alla porta che si aprì, entrai.
La guardai, i capelli neri lucenti scendevano sulle spalle, i suoi occhi brillavano mentre mi diceva "Ciao", mi soffermai sulla camicetta bianca che faceva intravedere un malizioso balconcino di pizzo nero, la gonna era si fermava poco sopra il ginocchio, più in basso partivano gli stivali in pelle. Non resistetti più, le balzai addosso come un felino inchiodandola contro il muro, le aprii la camicetta con tutto l'ardore possibile facendole saltare un paio di bottoni, ma invece di arrabbiarsi rispose con un gemito, riuscendo solo a mormorare "Ma non andiamo sul letto?"
"No! Ti voglio ora e qui!"
Le alzai il balconcino abbeverandomi ai suoi capezzoli che erano diventati durissimi e ritti, le alzai la gonna senza ritegno spostandole lo slip e glielo misi dentro senza perdere un attimo. Sarà stata la sorpresa, l'ardore, la passione estrema, la situazione, ma godeva in maniera esaltante aumentando vieppiù la mia eccitazione.

Venimmo dopo poco, ma questo era solo l'inizio del pomeriggio. Avevamo 4 ore tutte per noi, è che non ero preparato a quello che mi aspettava, Riccardo me l'aveva descritta come una tranquilla moglie che faceva il suo dovere e poco più, Silvia si rivelò una vera tigre che mi mise a dura prova. Appena sul letto la sua bocca si tuffò sul mio glande succhiando con una tale voracità che dovetti fermarla prima che me lo mordesse e chiederle di usare più la lingua dei denti.... ridemmo di gusto, io la guardavo, era rimasta con gli slip e le autoreggenti, come si dice anche la cornice ha la sua importanza. Mi salì soprà ed iniziò a muoversi come una dea, anche qui usava una violenza inusitata, in uno dei picchi di foga temetti me lo staccasse con i suoi movimenti pelvici. Il suo passato da pallavolista faceva valere dei muscoli che potevano evirarmi con la sola forza della sua vagina. Ci adagiammo abbracciati sul letto, ma non era ancora abbastanza, la mia sete era senza fine, ma scoprii che lei non era da meno, "Ti voglio ancora" mi disse guardandomi negli occhi come se volesse trapassarmi. "Credevo fossi stanca", scherzai mentre con la lingua scendevo fra le sue gambe, la feci venire in maniera eclatante, diciamo che sono specialità in cui me la cavo discretamente. "Ti voglio dentro adesso!" disse venendomi addosso e strusciandosi come una gatta in calore. La feci girare e inizia a prenderla da dietro, vedevo la sua schiena, il suo culo perfetto, la stringevo per i fianchi e la sbattevo con furore, poi la feci girare e finii con la classica missionario, volevo baciarla e sentirla addosso mentre finivamo il nostro pomeriggio.
Era ora di rientrare, facemmo una doccia veloce lavandoci a vicendo e ridendo di gusto, un lungo bacio sul marciapiede dell'albergo concluse il pomeriggio.

Serata a cena ed Hammam in quattro

Il pomeriggio passato con Silvia mi aveva trasformato in una specie di centrale nucleare, era come vivere su di un nucleo atomico che irradiava calor bianco. Ma l'eccitazione del gioco in cui mi ero avvolto con Riccardo era altra cosa. Il secondo weekend del mese era di solito quello in cui lui veniva a Bologna per lavoro e si fermava da noi, quindi ero in fermento anche per quello, pregustavo già in quale giorne perverso sarei stato catapultato. Ma in questo caso ero destinato ad essere cocentemente deluso, la settimana di lavoro intenso lo costringeva a restare in azienda e rimandare la discesa da noi.
 
Ci sentimmo al telefono venerdi sera accordandoci per quella successiva, poi salutai Silvia come se niente fosse e la passai a Manuela. Mentre le nostre due mogli continuavano a parlarsi al telefono mi arrivò un messaggio da Riccardo, "Cazzo, avevo proprio voglia di scoparmi tua moglie, mi spiace."
"Spiace anche a me", gli scrissi di rimando.
 
Sabato ebbi la sorpresa di un messaggio da Silvia che mi lasciò gonfio di piacere "Volevo dirti che non c'era mai stato nessuno prima di te da quando sono sposata, forse non è importante, almeno lo spero, ma ci tenevo lo sapessi".
"Grazie del pensiero, mi fa molto piacere, ancora di più se me lo dicessi di persona...."
"Non credo me ne daresti il tempo, mi hai assalito l'altro giorno...."
"Veramente pensavo di non uscirne vivo, me l'hai quasi staccato, sei stata un ciclone"
"Colpa tua, tiri fuori il peggio da me"
"Vorrai dire il meglio...."
"Ora ti lascio, ho da fare...." allegò una foto delle sue lunghe gambe affusolate mentre
se le depilava provocandomi una immediata erezione.
 
Lunedì mattina mi scrisse Riccardo, "Ciao, mi hai detto di avere anche video di tua
moglie, oggi ne caricherai uno sul sito delle mogli, uno forte."
"Un video??? Ma sei impazzito? Vuoi farla vedere a tutti?"
"Esatto, obbedisci e non perdere tempo schiavo"
Andai nella mia libreria video, ne avevo tanti, mi piaceva filmarci, ne presi uno dove si
dava da fare standomi sopra e poi provavamo tutte le posizioni possibili. Con un software
apposito di videoediting ne tagliai il pezzo dove mi cavalcava, tolsi tutto quello che
poteva renderlo riconoscibile e lo caricai. Successe il finimondo, malgrado la sezione
video fosse riservata agli utenti certificati ed a quelli premium a pagamento superò in
poco tempo le 2.000 visualizzazioni. Migliaia di persone guardavano mia moglie che mi
scopava vestita da puttana.
"Bravo, è veramente fica, capisci quanto mi piace sbattermela adesso?" mi scrisse Riccardo
poco dopo. Più le visualizzazioni salivano, più mi eccitavo, mi arrivavano messaggi di gradimento di
ogni tipo, "Grande scopatrice, fammela provare" era un poco il trend.
 
Proseguimmo, Riccardo me ne fece caricare altri due, uno dove mi faceva un pompino da esperta, ed uno dove la sbattevo in modo che si vedesse bene il cazzo che entrava nella sua fica e poi la scopava alla pecorina. Mia moglie era oramai una star del genere, perlomeno per qualche migliaio di uomini vogliosi ed arrapati. La sera me la scopavo io per davvero dandoci dentro, ma avevo voglia anche di Silvia, senza però poterla soddisfare.
 
Arrivammo a fine settimana e Riccardo confermò che sarebbe venuto da noi per l'incontro mensile con i suoi clienti. Al solo pensiero di cosa sarebbe potuto succedere mi venivano i brividi. Lei con me era affettuosa e dolce come sempre, con lui mostrava solo amicizia, nulla avrebbe fatto pensare che avessero una tresca. Riccardo veniva giù il mattino presto da Varese e finiti i colloqui ci raggiungeva a casa nostra nel tardo pomeriggio, quando arrivò ci salutammo calorosamente, avevamo prenotato la cena in un ristorante del centro dove lo chef era un famoso nome stellato, ma c'era una sorpresa.
"Vi spiace aggiungere un posto con noi? Il mio cliente è da solo stasera, la sua famiglia è fuori città, mi ha chiesto se cenavo con lui e gli ho detto che ero già impegnato. Se vi disturba non gli dico niente." Non era ovviamente cortese dirgli che non lo volevamo, accettammo e modificai la prenotazione aggiungendo un posto a cena. La sera ci preparammo, in qualche maniera Riccardo riuscì a fare in maniera di consigliare l'abbigliamento a Manuela. Riuscì a farla
uscire con una gonna che non metteva quasi mai perchè troppo azzardata, aveva due profonde
scollature sul davanti delle cosce che arrivavano quasi in vita facendo intravedere una
larga parte delle sue cosce abbronzate, era terribilmente sexy ed arrapante. Completò il
tutto con un top in tinta ed un trucco leggero.
 
Andammo a prendere il cliente di Riccardo a casa sua, una opulenta villa in una zona esclusiva di San Lazzaro, il dott. Silvano era un bell'uomo, distinto, alla mano, brillante, emanava sicurezza e potere. Mia moglie pretese di scendere dal posto al fianco del mio ed andare dietro, con Riccardo, per lasciargli il posto. Quando scese Silvano la mangiava visibilmente con gli occhi che fece scorrere con insistenza sugli spacchi della sua gonna. Comunque partimmo, in allegria, Silvano era un'ottima compagnia, scoprimmo anche alcune conoscenze comuni, intanto nello specchietto retrovisore vedevo la mano di Riccardo indugiare sotto la gonna di mia moglie.
La cena fu deliziosa, si mangiava in maniera perfetta con un servizio inappuntabile, dopo
la prima bottiglia Silvano insistette per prenderne un'altra, chiese a Manuela cosa le piacesse, e benchè non fosse il genere di vino adatto alla cena, lo ordinò. Le riempiva sempre il bicchiere, mi iniziai a chiedere cosa intendesse, ma probabilmente vedevo cose inesistenti. Ogni tanto sbirciavo e vedevo che Riccardo le toccava le gambe quando poteva, io non sapevo niente ufficialmente, quindi doveva tenere un certo riserbo. La cena scorreva, Silvano occasionalmente toccava come casualmente le spalle nude di Manuela, un paio di volte con la scusa di allungarsi le appoggiò anche la mano sulla coscia.
 
Finita la cena, che Silvano insistette per offrire, uscimmo sul marciapiede, ci chiedevamo cosa fare, io proposi un locale dove si ballava e che conoscevamo bene, Silvano all'improvviso avanzò una proposta, "Qui a pochi passi c'è l'Hammam, potremmo andare a passare un paio d'ore rilassandoci lì".
"Ma non abbiamo niente" obiettai, servono asciugamani, accappatoi, ciabatte.
"No, no, lo conosco bene, nell'entrata è compreso il kit completo."
Ero perplesso, ma l'idea non pareva avere controindicazioni ed era qualcosa di diverso dal solito. Accompagnati dal ticchettio dei tacchi di mia moglie ci recammo all'Hammam, all'entrata rimasero perplessi, di solito le serate erano divise tra singoli e coppie, noi eravamo tre uomini ed una donna, ma oramai a quell'ora di sabato non c'era nessuno a parte noi, visto anche il costo acconsentirono senza eccessivi problemi e ci fecero entrare consegnandoci il kit. Quello che non sapevo è che non davano un classico costume, ma un micro perizoma monokini usa e getta, pensai a mia moglie praticamente nuda di fronte a Silvano, ma nessuno disse nulla, lei non avanzò problemi, non avevo motivi.
 
Gli spogliatoi sono separati uomini e donne, noi 3 andammo nel nostro e lei nel suo, ci trovammo fuori dagli spogliatoi con l'accappatoio addosso. L'idromassaggio ci aspettava, appesi gli accappatoi ai ganci restammo con solo il perizoma addosso, Riccardo e Silvano non le staccavano gli occhi di dosso, lei pareva a suo completo agio senza nessun imbarazzo, complice anche il tanto e ottimo vino bevuto poco prima. Entrammo nella vasca, ridevamo e scherzavamo tutti e quattro, guardavo gli altri tre cercando di capire se succedesse qualcosa sotto la schiuma che colmava l'acqua. Riccardo si avvicinava sempre a lei, spesso la sua mano sinistra restava sott'acqua e posso immaginare dove si soffermasse, ma anche la mano destra di Silvano a volte spariva, e temevo andasse a toccare mia moglie, ma non avevo maniera nè di provarlo nè di fare scenate.
Il percorso era completo, tepidarium, bagno turco, sauna, poi arrivò la massaggiatrice del posto per farci lo scrub, cominciò da Silvano, poi toccò a me, passò a Riccardo ed iniziò con Manuela. Suonò un telefono in reception, non smetteva, lei si scusò ed andò a rispondere, sentimmo che continuava a parlare con qualcuno adirato e cercava di calmarlo.
"Proprio adesso che toccava a me" si lamentò mia moglie.
Sembrava che non aspettasse altro, Silvano si alzò dirigendosi verso di lei, "Se non ti dispiace, e nemmeno a te Mario, io feci dei corsi di massaggio, posso finire io". Praticamente non aspettò neanche il consenso ed iniziò a massaggiare mia moglie distesa sul lettino, lei non disse nulla, chiuse gli occhi ed aveva un'aria beata.

Io e Riccardo li guardavamo,lui sorrideva divertito, Silvano scese dalle spalle lungo i fianchi e la schiena, con movimenti circolari, io non mi sentivo proprio a mio agio, in che cosa ero capitato? Le sue mani si spostarono sui piedi, le massaggi i piedi e salì lungo le gambe, arrivò alle cosce, lei fece un piccolo mugolio, lui le divaricò leggermente le gambe ed iniziò a massaggiarle il culo, poi si soffermò nel taglio tra i glutei, mi chiedevo dove volesse arrivare quando rientrò la massaggiatrice. Silvano si spostò immediatamente lasciandole il posto, era arrivata decisamente al momento giusto.

La domenica mattina, il tavolo da pranzo

La domenica mattina scesi per preparare la colazione come sempre, Giacomo si preparava per essere portato a catechismo, quasi subito arrivarono anche Manuela e Riccardo.
"Buongiorno", salutò Riccardo.
"Ciao a tutti", rispose Manuela, "riposato bene?"
"Sì, perfettamente, bellissima serata ieri vero?"
"Davvero", disse lei, "da ripetere".
"Se non fosse stato che Silvano ti stava sempre attaccato", borbottai io.
"Dai, amore, non sarai geloso? Non mi è sembrato, eravamo tutti assieme. E' molto simpatico ed alla mano. Stai tranquillo, sai che non ti tradirei mai", aggiunse
dandomi un bacio sulle labbra.
"Beh vedendo come ti massaggiava...."
"E' stato gentile e professionale, se non lo avesse fatto lo scrub si sarebbe rovinato stando lì."
Lasciai perdere, presi Giacomo e mi accinsi a portarlo al solito tran tran domenicale,
"Io vado cara, lo porta a messa, poi ha catechismo e dopo vogliono fare una partitella di calcio al campo dell'oratorio, ci vediamo a pranzo".
"Mario", io oggi non resto a pranzo, "devo tornare a casa, ti saluto adesso", mi abbracciò mormorandomi all'orecchio, "torna dopo.... e non farti sentire".

Uscii con l'ansia, l'eccitazione mi faceva vibrare ogni singola cellula. Consegnai nostro figlio nelle mani dei catechisti, finsi di fermarmi in fondo alla chiesa salutando i conoscenti, e mi eclissai abilmente correndo a casa. Oramai sapevo come muovermi, mi tolsi le scarpe in garage e salii rapidamente le scale, con una scusa di migliorare l'arredamento avevo posto uno specchio che mi permetteva di  vedere la camera da letto senza farmi scoprire. Ma stavolta non serviva, anzi, a momenti mi facevo scoprire. Salendo dalla tromba delle scale che dal garage porta in sala stavo entrando quando sentii dei rumori in sala, la porta di ingresso era socchiusa e potevo vedere cosa succedeva, mi fermai ed aprendola un filo buttai l'occhio.

La scena che mi si prospettò era surreale e di un erotismo infinito, mia moglie aveva le braccia distese sul tavolo legate alle due gambe con dei foulard neri, addosso aveva una guepiere nera di pizzo, le calze erano unite ad essa dai gancini appositi, ai piedi due scarpe con il tacco. Solo vederla avrebbe risvegliato un morto, ma Riccardo stava benissimo, nudo, inginocchiato tra le sue gambe, le leccava fica e culo senza fermarsi un attimo, vedevo lui ed il didietro di lei, le infilò un dito in
fica iniziando a masturbarla, poi due, si girò e mi guardò, si mise le dita in bocca inumedendole, poi gliele rimise dentro facendola godere. Infine si sollevò mettendosi in piedi dietro di lei oscenamente offerta al suo amante. Lui prese una boccetta di gel che aveva preparato sul tavolo e glielo fece colare abbondantemente nell'interstizio tra i suoi glutei, uno di quei gel che aumentano la circolazione ed il piacere oltre lubrificare, appoggiò il suo pene alla fica di mia moglie e mi guardò indicandomi un punto tra le mie gambe. Lo guardai interrogativamente, mi rispose con un gesto nervoso, come dire "su, su,", capii cosa voleva. Mi aprii i pantaloni prendendomi in mano il sesso che era durissimo, voleva mi masturbassi mentre la sbatteva, dette un colpo secco e le entrò dentro,
"Quanto ti desideravo puttana, non sai quanta voglia avevo di te"
"Quanta?" gli rispose lei con un soffocato mormorio.
"Da morire"
Si girò a guardarmi, mi stavo segando mentre lui se la scopava, mi fissò, poi prese un dito e l'accosto al buchetto del culo di Manuela che era colmo di lubrificante, lo appoggiò con una leggera pressione.
"No, no, lì no, ti prego", gli disse, io sapevo che non voleva, anche se qualche ero riuscito e l'effetto era stato straordinario.
"Fidati di me", ribattè Riccardo, iniziò ad infilarglielo dentro, lei gemeva con dei sommessi "Oddio, oddio, cavolo", lui la titillava con il dito dandole una doppia
penetrazione, per quanto soft, vennero con un ruggito, mi infilai di corsa in garage mentre lui la liberava, finii il mio piacere prima di uscire.
Ritornai a casa per pranzo e mangiammo sul tavolo dove poco prima i due amanti si erano dati piacere a vicenda.

Lunedì mattina baciai a lungo Manuela prima di uscire, la sera prima avevamo fatto l'amore in maniera sensazionale, si vede che entrambi, da lati diversi, eravamo alle stelle per quanto accaduto. Il primo messaggio che mi arrivò era di Silvia, le stavo per scrivere, ma mi anticipò
"Ciao, come stai? vi siete divertiti nel we? Io solo lavori, per fortuna non eri qui, non mi avresti fatto combinare niente...."

Il tono ammiccante mi fece impazzire, iniziammo a scambiarci una serie di messaggi sempre più spinti, arrivammo a dirci cosa doveva fare l'altro con meticolosa precisione, non avevo mai fatto sesso virtuale, ma in mancanza di poterla toccare dal vivo non era male. Casualmente eravamo entrambi soli ognuno nel proprio ufficio, quindi potemmo arrivare al culmine senza doverci nascondere.

La giornata era solo iniziata, mi scrisse anche Riccardo,
"Ciao cornuto, ieri tua moglie mi ha fatto morire, hai visto che troia era? Ti è piaciuto come me la sono fatta?"
"Sì padrone", risposi sorridendo tra me e me.
"E' troppo brava per tenerla nascosta, oggi posterai un suo video su Youporn, e ne metterai uno al giorno."
"Su Youporn, ma è mondiale?"
"Una così brava merita di essere ammirata come si deve, non stare a discutere."
Iniziai ad obbedire, caricai il video, misi gli hashtag giusti, moglie, wife, cuckold, Italia, e via dicendo, ne avevo tanti, non era un problema, ovviamente nulla ci rendeva riconoscibili, ma a quanto pare non era importante, in capo a pochi giorni toccammo 30.000 visualizzazioni, una piccola città ci aveva guardato scopare.

L'unica domanda che mi sorgeva spontanea era, cosa mi farà fare adesso?
continua....

Un giorno intero con Silvia e la mia 'confessione' di cuckoldismo


Era l'ultima settimana di maggio,il caldo si faceva sentire, così come la mia voglia di Silvia, le chat non ci bastavano più, mancava il contatto fisico. Entrambi donatori riuscimmo a combinare la donazione di sangue per il mercoledì, senza avvertire le rispettive case. Finita la donazione mi precipito in stazione e prendo il treno, arrivato a Milano con l'ansia padrona, la trovo che mi aspetta nell'atrio. Ci tratteniamo nel timore di farci vedere da qualcuno che la conosce e ci dirigiamo in albergo, stavolta avevamo preso un day use con vasca idromassaggio, avevamo quasi tutta la giornata per noi.

Mi buttai sopra di lei come se non ci fosse domani, ci strappammo i vestiti di dosso e facemmo l'amore in maniera totalmente vorace, lei pareva una tigre, riuscì a graffiarmi la schiena con un piede. Ci ritrovammo esausti e sudati nel letto, lei con la testa appoggiata al mio petto, "Sei una tigre" le dissi.
"E tu un demonio, ti chiamerò devil, riesci a farmi fare di tutto"
Ci pensai un attimo ed interloquii, "Pensa che Riccardo una volta ti definì una suora", aggiungi ridendo. Lei guardò meditabonda verso il soffitto, rimase un attimo in silenzio come chiedendosi fin dove poteva spingersi,
"Beh lui è mio marito, quando ero giovane mi piaceva molto ed ho fatto le mie esperienze"
La guardai sorridendo, da quello che mi aveva detto Riccardo non avrei detto, "Davvero? Vuoi farmi credere di avere fatto le orge prima di lui?", dissi con un risolino.
Rimase ancora un poco in silenzio, poi si girò e mi morsicò un capezzolo, "Chissà, ti dispiacerebbe?"
"Ehhh eh non ti conoscevo no, anzi, magari mi incuriosco, ma stai scherzando o c'è qualcosa di vero?"
"Mi fiderò di te, questo non lo sa nessuno a parte la mia amica del cuore, c'è stato un periodo che stavo con un ragazzo, una sera andammo a trovare un suo compagno di università con cui era molto amico. Mangiammo la pizza e bevemmo molta birra, forse troppa. Poi ci fu l'ammazzacaffè come si dice, resta il fatto che fra un bicchiere ed una battuta ci eravamo scaldati. Non ricordo bene neanche tutto quello che successe e come accadde, ma io ed il mio ragazzo cominciammo a baciarci, poi a toccarci, finimmo uno addosso all'altro."
"Ed il suo amico?"
"Appunto, come ti dicevo non è che sia proprio sicura di tutto, ma certamente qualcosa ci ho fatto, qualche leccata gliela ho data e forse anche altro. Dopo quel giorno poi i loro rapporti si raffreddarono, forse il mio ragazzo aveva paura che lui lo sputtanasse in giro, non saprei, non ne abbiamo più parlato, poi ci lasciammo e via."
"Grazie di avermelo detto", le risposi baciandola, "Ci sono altri segreti che dovrei sapere?"
"Può darsi", mi rispose mettendomi una mano sul pene ridandogli vita, "ma per oggi basta, non vogliamo usare quella bellissima vasca idromassaggio?".
Come proseguì la giornata lo potete immaginare, tornai a casa esausto, sazio e felice, e con il prurito di sapere di più su Silvia, che si stava rivelando non proprio una 'suora'.

Gli ultimi giorni del mese stavano passando senza lode e senza infamia, un periodo di
stanca, erano anche giornate di pioggerellina estiva, la tristezza regnava sovran, capita.
Il lavoro era diventato ossessivo in quel periodo, sia per me che per Riccardo e ci
sentivamo poco, per fortuna fu lui a ravvivare il momento con un suo messaggio improvviso,
"Hai messo foto e video di Manuela, sai dove sono i racconti ed i links, ora inizierai a
mandarle dei messaggi trasversali, falle capire che esiste questo mondo e che ti interessa?"
"Vuoi che le faccia sapere che mi piace vederla a letto con un altro?"
"Non proprio per ora, tu non sai niente, mandale qualche input, vediamo che dice."
Non sapevo come fare, ci studiai sopra e cominciai a mandarle per messaggio link e post riguardanti scene e storie dove il marito era consapevole e consenziente. Lei mi chiese perchè le mandavo queste cose, ero uso darle da leggere racconti hard e scene hot che poi riproducevamo, come guardare film porno, ma il tema stavolta era specifico.
"Ma scusa, qui la moglie lo fa con un altro!", mi rispondeva, "tu non lo vorresti mai"
Io rispondevo con una emoticon sorridente, come dire chissà....
"Come va la cosa?", mi scrisse domenica sera Riccardo.
"Ho fatto come hai detto questi giorni, non so cosa pensi esattamente, pare interdetta ed incuriosita."
"Bene, a me ha accennato che sei strano questi ultimi giorni. Domani inizia a mandarle i post delle foto che hai postato con lei, con i commenti sotto ed i likes"
"E se si arrabbia?"
"Vai tranquillo"
"Non la conosci"
"Tu non la conosci"

Il lunedì mattina della prima settimana di giugno feci quanto dettomi, presi una foto che avevo messo sul sito e gliela mandai con sotto i tantissimi likes che aveva preso ed una manciata di commenti "Guarda amore, ho messo una tua foto, sei piaciuta tantissimo, non è eccitante?"
"Sei impazzito? Una mia foto? E dove?"
Glielo dissi, "mi piace l'idea che tua sia ammirata e desiderata, sei così bella, l'idea che gli altri ti guardino ci è sempre piaciuto no?"
La sera ci sentimmo tutti assieme, dopo Manuela ebbe parlato con Riccardo me lo passò, iniziammo a parlare di lavoro, poi io uscii con il cane e così potemmo discutere del nostro secondo ambiente, "Ti ha detto qualcosa?", gli chiesi.
"Sì certo, pensa che sei strano, ma è molto lusingata, l'idea che la guardino la eccita da morire, ed anche me...."
"Anche me, però non so, sei veramente terribile. Cosa penserebbe se sapesse che so e tutto il resto?"
"Fai fare a me. Lascia passare qualche giorno, intanto falle sapere che è anche su fb, poi verso fine settimana le dirai dei video...."
"Anche? Sei sicuro?"
"Fallo!"
Mi adeguai, le passavo foto postate sul sito, poi si fb, racconti di stampo cuckold e voyeurismo, ci scherzavamo, la sera scopavamo alla grande mentre le dicevo "Pensa tutti i cazzi che hai fatto godere con le tue foto", la cosa la eccitava e ci dava tanto piacere.
Lasciai passare in realtà qualche giorno prima di farle sapere dei video, quando le dissi che sul sito avevo postato anche dei video mi guardava stranita, poi le dissi di Youporn, volle che le facessi vedere cosa e come, facemmo l'amore su di una sedia con i nostri video che scorrevano sulla piattaforma hard.

Weekend di giugno al mare

Era caldo la prima settimana di giugno quel 2008, aprivano gli stabilimenti, avevamo un amico che aveva preso in gestione un hotel in riviera, proprio sul lungomare, e ci invitò da lui per l'apertura della stagione. Lo proposi a Riccardo e Silvia che accettarono con entusiasmo, non avevano molte occasioni di andare in spiaggia. Sabato mattina ci trovammo tutti al casello dell'autostrada, figli ovviamente compresi, che non vedevano l'ora, come tutti i bambini di buttarsi in mare e giocare con la sabbia.

Arrivati in hotel scendemmo dalle auto, Manuela con una mini di jeans cortissima e top bianco, Silvia con gli shorts di jeans che sapeva mi facevano impazzire, e pensai che lo avesse fatto apposta. Sentì sicuramente il mio sguardo indugiare sulle sue forme ed fermarsi sulla camicetta maliziosamente allacciata davanti con un fiocco lasciando l'ombelico scoperto. Scaricammo i bagagli ci preparammo per la spiaggia, scendemmo a ci avviammo, fu in quel momento che ci rendemmo conto che, nella fretta di scendere, avevamo lasciato i cambi costume noi e l'acqua con le merende loro, in camera.
"Andate a prendere i lettini e gli ombrelloni", dissi, io torno a prendere la roba e vi raggiungo.
"Vengo anche io", noi abbiamo lasciato acqua e merende per i bimbi, se non gliele prende non ci fanno vivere dopo, aggiunse Silvia.

Rigurgitavo di piacere pensando di avere qualche momento da solo con lei, presumendo non ce ne sarebbero stati altri. Dovevamo solo attraversare la strada ed entrare in reception, quindi non potemmo parlare un gran che. Prendemmo le chiavi in portineria e salimmo, arrivati davanti alla loro camera lei inserì le chiavi aprendo e dicendomi "Prendo tutto e ci vediamo giù".
La guardai così seducente e non resistetti, la spinsi dentro la camera baciandola ancora mentre la chiudevo, "Daii, non abbiamo tempo", mormorò.
"Si possono fare tante cose in poco tempo", le soffia in un orecchio mentre le slacciavo il fiocco della camicetta. Le strappai il reggiseno del bikini mettendo a nudo i suoi splendidi frutti, poi le slaccia i pantaloncini abbassandoli, era già bagnata e non persi un attimo nell'infilarmi dentro di lei, facemmo l'amore in modo selvaggio e concitato, pochi minuti, ma ad altissima tensione.

Arrivati in spiaggia ci recammo all'ombrellone, Manuela era distesa a pancia in giù, il costume slacciato, Riccardo le stava spalmando la crema mentre parlavano fitti fitti. Guardai le sue mani indugiare su di lei scaldandomi all'idea, lui si alzò e venne verso di me, "Eccovi, pronti per il caffè?"
"Io devo fare prima un bagno", rispose Silvia, "sono tutta sudata". E già.
Il weekend fu molto piacevole, ma il rimanere soli era praticamente impossibile a parte la casualità fortunata all'arrivo, con tutti i bambini attorno comunque furono due giorni di perfetta armonia famigliare. La domenica vidi che quando potevano Riccardo e Manuela parlavano tanto, ridendo spesso, io intanto cercavo di passare il più tempo possibile con Silvia, immaginando che non sapevamo quando ci saremmo rivisti. La domenica mattina ci buttammo tutti a mare e Riccardo con Manuela si ancorarono ad una delle boe che delimitano la zona bagnanti, le mani era sotto l'acqua, potevo immaginare cosa stesse succedendo, mi spiaceva solo non poter vedere....

 

 Festa in villa da Silvano

La settimana passò nel ricordo del weekend, io continuavo a postare foto e video, quando riuscivamo guardavamo i risultati con Manuela commentando i commenti, perdonatemi il gioco di parole, ed i video. Il gioco si faceva intrigante, in passato c'era capitato di fare sesso in posti dove eravamo stati visti, mai voluto, ma era sempre stato molto eccitante e ricordavo scopate fantastiche in quei frangenti.
Un giorno su fb uno dei miei amici virtuali del profilo fake mi chiese se volevo entrare in un gruppo hard dove ci si connetteva in videochat e si guardavano membri fare sesso. Ne parlai con Manuela, "Dai sarebbe divertente, quando è capitato è stato eccitante!"
"Sì, non ci conosceva nessuno, era casuale, qui come facciamo? Prendiamo delle maschere in modo da non essere visti in faccia"
Na parlai anche con Riccardo, volevo l'assenso del mio padrone, che peraltro la giudicò un'ottima idea.
La sera guardammo come funzionava, a turno qualcuno faceva e gli altri guardavano e commentavano, arrivò la sera che toccava a noi, maschere in viso. Io indossai un perizoma in pelle aderente che faceva tanto macho man, lei era straordinaria, sottoveste a coprire guepiere con reggicalze, perizoma e tacchi. Accendemmo la webcam, lei si inginocchiò davanti a me ed iniziò a spompinarmi, poi ci invertimmo i ruoli e la leccavo tra le incitazioni dei guardoni in chat, lei gemeva, poi mi sedetti e lei mi salì sopra dimostrando quello che sa fare quando vuole far godere un uomo.
"Cazzo amore, stasera ti sei superata," le dissi mentre andavamo a letto, "hai fatto morire me e tutti quelli che guardavano"
"Dici che sono brava?", mi sussurrò baciandomi,
"Eccome"
"Beh se ce la fai ancora....", mentre mi toccava....

Come ho già scritto, la seconda settimana del mese era il momento che Riccardo veniva a Bologna per discutere di lavoro con Silvano. Venerdì ci telefonò dicendo che Silvano sabato sera dava una festa a casa sua ed avrebbe avuto piacere di averci ospiti. Roba di classe con gente della società 'bene', cibi e vini raffinati, musica, insomma ci fece capire che lui non poteva rifiutare per motivi di opportunità e se volevamo andare con lui.

Sabato pomeriggio Riccardo venne a casa nostra, finiti i colloqui di lavoro, i nonni sarebbero stati a casa con Giacomo, io, Riccardo e Manuela partimmo per la villa di Silvano. Lei indossava un abito lungo con uno spacco vertiginoso che lasciava praticamente scoperta tutta una gamba fino in vita, un regalo di Riccardo, dietro la schiena era nuda e lo spacco terminava praticamente in vita anche lì, elegante, raffinata, ed indiscutibilmente sexy su due sandali da schiava con un tacco a spillo.
La villa di Riccardo, sui primi colli, era uno spettacolo, in mezzo al verde, affacciata sulla città, nel parcheggio belle auto, all'entrata maggiordomo e guardarobiera ti accoglievano con fare solenne.
Silvano ci vide e ci venne incontro salutandoci con calore, "Manuela," disse rivolgendosi a mia moglie, "sei sempre uno splendore", poi abbassandosi aggiunse qualcosa al suo orecchio che non percepii. Ci presentò poi sua moglie, una signora dall'aspetto aristocratico, capelli biondi lunghi, occhi castani, decisamente bella inguainata in un vestito firmato.

Ci presentò anche agli altri ospiti, in tutto una ventina di persone, industriali, banchieri, uomini di finanza e potere, spesso sposati a mogli belle e più giovani. C'è da dire che erano tutti di cultura e levatura alta, le discussioni sul mondo spaziavano dall'arte alla società. Finita la cena la signora Giuliana, la moglie di Silvano, insistette per mostrarci la villa, ci portò ai piani superiori, poi ridiscendemmo, ci mostrò il parco, infine rientrammo per vedere la città di notte dalla terrazza. Gli altri ospiti erano già lì a rimirare il panorama. Silvano aveva il braccio sinistro sulla schiena nuda di Manuela mentre con il destro le indicava le varie posizioni dell'orizzonte, la sua mano sinistra, con nonchalance, si era anche infilata leggermente sotto il vestito. Ci avvicinammo
"Panorama bellissimo Silvano". Lui trasalì togliendo la mano dal sedere di mia moglie,
"Vista mozzafiato amici, Giuliana vi ha mostrato tutto?"
"Sì, grazie, casa stupenda, complimenti!"
La serata andò ancora avanti fino ai saluti generali, noi rientrammo a casa.

La domenica mattina il catechismo era finito con l'estate, Giacomo era a casa quindi non c'erano possibilità di fare nulla, oltretutto quel giorno anche i nonni si fermavano per pranzo per festeggiare un compleanno di famiglia.
Riccardo si accinse a partire, "Amore, vado con lui fin dal giornalaio, mi dà un passaggio così non sposto la macchina, poi mi riporta qui. Ci vediamo tra poco."
"Ok cara, a dopo", abbracciai Riccardo e ci salutammo.
Così andò, a parte un piccolo particolare, finito il pranzo avevo sul telefono un messaggio di Riccardo con una foto allegata inequivocabile, Manuela stesa sul cofano della sua auto con i pantaloni tirati giù e lui che la stava scopando.


Consapevolezza cuckold e visita al privè

Lunedì pomeriggio arrivai a casa, entrai e rimasi interdetto, il silenzio regnava e Manuela era seduta a tavola con due bicchieri davanti a sè.
"Ciao," dissi, "che silenzio! Tutto a posto?"
"Sì, ho mandato Giacomo dai miei stasera perchè volevo parlare."
Si sa che quando le donne dicono così sono sempre problemi, quindi mi preparavo ad affrontare qualche intoppo di lavoro o di conti di casa, la scuola del figlio, non so. Mi sedetti di fronte a lei dicendo
"Ok, buone notizie o cattive?", sorridendo per sdrammatizzare.
"Non so, me lo dirai tu" mi rispose, "mi ha detto Riccardo che sai di noi."
Rimasi di sasso, balbettai qualcosa, "eh sì, da un poco, avevo paura a parlartene, non vorrei perderti, mi ha detto che non era niente di serio, aspettavo passasse, almeno spero"
"Non è esattamente quello che mi ha detto" rispose sorridendo e guardandomi, "tutti quei links che mi hai mandato ultimamente? Le mie foto? I nostri video? A sentire lui ti piace saperlo e ci hai anche guardato."
Rimasi in silenzio per un poco mentre mi fissava, non sapevo che dire.
"Ci tengo a dirti che ti amo, non era mai successo niente con nessun altro, una volta è capitato, e ancora non so come, con Riccardo, e questo lo sai a quanto pare, dopo è stato un vortice da cui non sono più riuscita ad uscire. Vorrei sapere adesso?"
"Anche io ti amo e non voglio perderti, è vero, mi è piaciuto entrare in questo gioco, guardarvi, poi vedere come sei ammirata e desiderata, mi eccita da morire. Lo sai da sempre che amo quando ti vesti in maniera da farti guardare, non pensavo potesse piacermi anche arrivare a questo punto."
"Se vuoi la chiudiamo, se invece vuoi proseguire dobbiamo impegnarci che resti solo un gioco fuori da quella che è la nostra vita normale, il reale, deve restare una zona privata, e se un giorno uno dei due decidesse di chiuderla dovremmo essere pronti ad accettarlo."
Ero sinceramente sollevato dalla piega presa, sembrava che tutto girasse per il verso giusto alla fine. La baciai sulla bocca alzandomi, "Vado a farmi la doccia"
"Preparo la cena, non scendere prima di un'ora però...."
Incuriosito mi tirai e dopo un'ora scesi, Manuela mi aspettava vicino alla tavola elegantemente apparecchiata in costume da cameriera sexy, era così sensuale che ebbi un'eccitazione immediata, "Il signore gradisce sedersi qui?" mi chiese.
Gradii, inizò la cena e non poteva andare meglio, ad un certo punto lei mi rovesciò dell'acqua addosso, insistette per pulirmi toccandomi e facendo la vezzosa, poi volle che la punissi, la misi piegata e la sculacciai delicatamente. Finimmo per fare sesso in maniera selvaggia direttamente in cucina.

Non affrontammo ulteriormente l'argomento nei giorni seguenti, le cose erano oramai dette, ed il tutto doveva rimanere comunque ammantato da un velo di intrigo, gioco e seduzione. Silvia mi mancava, facevamo lunghe telefonate, avevamo tantissimi interessi in comune ed anche questo ci univa. Ci riprommettemo di trovare il modo di vederci la settimana seguente, nel frattempo Riccardo ci annunciò che sarebbe venuto giù questo weekend per definire un accordo particolarmente importante di lavoro con la ditta di Silvano. A tal proposito un giorno mi telefonò sua moglie che si era fatta dare il numero da Riccardo, saputo della mia bravura in campo tecnico mi chiese di passare da lei quando possibile per un consulto. Cosa che feci il venerdì, Giuliana mi accolse con altera calorosità, rimaneva una gran bella donna ed era piacevole passare tempo con lei, apprezzò la mia valutazione su quale sarebbe stata la soluzione migliore per quello che le serviva e mi chiese se poteva disturbarmi ulteriormente più avanti. Ci salutammo e rientrai a casa.

Sabato Riccardo arrivò a casa nostra, mantenemmo un atteggiamento solito, poi c'erano come sempre figlio e nonni, ovviamente mi chiedevo come sarebbe andata la serata ora che avevamo la piena consapevolezza. Io stavo per prenotare al ristorante quando lui mi fermò "No, no, stasera vi porto io, siete miei ospiti, per una volta voglio sdebitarmi".

In preda ad un misto di eccitazione e timore ci fece preparare il necessario, a suo dire era una spa dove poi la sera ci si fermava a cenare. Visto che era venuto in auto si offrì di prendere la sua e ci dirigemmo nel posto che aveva prenotato, Manuela indossava una mini molto corta e stretta che saliva mostrando le gambe abbronzate ed una canottiera attillata, ci eravamo portati il cambio per la serata. Dopo circa un'oretta di viaggio arrivammo in periferia di una città vicina, si parcheggiò davanti una costruzione tipo capannone dove non c'erano insegne, solo una piccola targa all'entrata recava 'NESSUS NATURIST SPA PRIVè".

Mia moglie non diceva niente, aveva solo un sorrisetto malizioso, pensai che forse era al corrente della destinazione, al pigiare del campanello la porta si aprì facendoci entrare. L'atrio era normalissimo, alla reception ci fecero le tre tessere registrando i nostri documenti, ci presentò il conto, Riccardo con un sorriso gli disse "Lo dia a lui," indicandomi, "paga il marito."
Rosso in viso regolai il tutto e con i nostri kit bagno entrammo nello spogliatoio accompagnati da una solerte impiegata, spogliatoio che era ovviamente unico vista la natura promiscua del posto. Altre persone erano presenti che si spogliavano ed altre entrarono mentre lo facevamo noi, la regola era ovviamente il nudismo più totale, contando il pudore di cui ero a conoscenza riguardo mia moglie ero stupito acconsentisse senza obiezioni, ma oramai capivo che potevo aspettarmi di tutto.
Entrammo nella spa, mi aspettavo qualcosa di raccogliticcio, funzionale al resto, invece era un luogo decisamente molto bello e con tante attività. Se il centro era la grande vasca ad idromassaggio, intorno c'erano due saune, un bagno turco, docce emozionali, chaises longue, in fondo una porticina portava sopra lo stipite 'PRIVè'. Entrammo nella vasca, insieme a noi c'era un'altra coppia, un singolo, ed un altro trio con lei in mezzo a due uomini. C'era la proibizione di fare sesso nella spa, ma i controlli erano inesistenti, comunque la regola era rispettata abbastanza, anche se vedendo l'altra donna porsi di fronte uno dei due accompagnatori dubitavo stessero solo parlando. Noi tre parlammo e scherzammo come se niente fosse, tutti e tre nudi fianco a fianco, Manuela mi baciò poi si girò verso Riccardo e gli toccò il pene. Decidemmo di uscire e ci recammo nella sauna meno bollente, dentro c'era già un singolo che iniziò a raccontarci di un altro privè ove era stato e che meritava per la bellezza a suo dire. Intanto non le staccava gli occhi di dosso, nei privè nessuno fa nulla o avanza le mani su una coppia senza il consenso. Lui si capiva che avrebbe voluto avvicinarsi, ma a chi doveva chiedere il permesso? Fu Riccardo a dargli un cenno di assenso e quindi si pose a fianco di Manuela, lei si girò e baciò Riccardo in bocca mentre l'altro uomo le lisciava una coscia, poi spostò la sua mano tra le gambe di mia moglie che le aprì leggermente, iniziò a toccarla mentre lei prendeva in mano il sesso di Riccardo, fu lui a guardare l'altro e dirgli "Ok, grazie, ora basta" con un sorriso.
Uscimmo e vagammo per la spa, poi incuriosito proposi di andare a vedere la zona privè, appena entrati ci si trovava di fronte ad una grande sala visibile attraverso appositi oblò, sulla destra c'era la black room, a sinistre varie salette dedicate alle coppie  dove si poteva entrare solo in due, finestre apposite consentivano la visione agli spettatori da fuori.
"Tu aspetta qui" mi intimò Riccardo, ed entrò con Manuela in una saletta.
Mi misi alla finestra a guardare, lui la fece distendere ed iniziò a leccarla tra le gambe, lei con le mani se la toccave e gli teneva la testa schiacciata sulla sua fica, poi si alzò, fu lui a sedersi e lei cominciò a succhiarglielo tenendoglielo in mano, intanto altri due ospiti si erano messi a guardare assieme a me "Che troia" esordì uno, "guarda come succhia. Quella è una che ci sa fare!"
L'altro si prese in mano il pene cominciò a masturbarsi guardando mia moglie che faceva un pompino a Riccardo, "Non ti ho mai visto qui, nuovo?" mi chiese? "Anche quei due sono nuovi, lei è bellissima e una gran troia di sicuro"
Intanto Riccardo si era alzato, la fece mettere a pecorina e cominciò a scoparsela, io avevo il sesso durissimo, mi toccai,
"Quella è mia moglie" mormorai. Loro mi guardarono sorridendo ed ammiccando fra loro, la cosa non era certo inconsueta in quel posto. Intanto Riccardo uscì da dentro di lei, la prese per mano e uscirono, li guardammo, mi mise un braccio sulle spalle dicendomi "Andiamo lì dentro" ed indicava la stanza delle coppie.

Nel lettone circolare enorme che stava al centro c'era già un'altra coppia che stava facendo l'amore, Manuela mi baciò a lungo in bocca, ci mettemmo dalla parte opposta alla loro mentre gli altri due si sedettero di fronte continuando a guardarci masturbandosi. Lei mi fece distendere e mi venne sopra, si calò lentamente su di me sotto gli occhi degli altri due e di Riccardo, se lo infilò in punta e cominciò a scoparmi come sa fare, Riccardo si avvicinò e le mise il pene in bocca, lei scopava suo marito mentre lo succhiava all'amante, la sola idea mi fece temere di venire istantaneamente, ma resistetti. Riuscimmo a venire tutti e tre assieme, io con una specie di ruggito liberatorio, lei con un gorgoglio di piacere, Riccardo con un lungo gemito. Anche gli altri due che guardavano vennero, era stata una delle giornate di sesso più straordinarie ricordassi, ma non era ancora finita.
Ci lavammo e ci rivestimmo, la sera era prevista la cena a buffet e tutto quello che si voleva, Riccardo le aveva portato un abito quasi osceno, tubino attillato aperto sui fianchi, cortissimo, sandali alti tipo schiava con tacco, i suoi lunghi capelli biondi completavano l'opera. La serata si era animata, numerose coppie e molti singoli giravano parlando e cercando di conoscersi, noi tre stavamo assieme scambiando battute con gli altri, gli sguardi su di lei erano tantissimi e ingordi, Riccardo gestiva il gioco con abilità. Ad un certo punto andammo al bancone a prendere un calice, lui mi prese per un braccio ed annunciò che andavamo in bagno, in realtà ci fermammo in fondo alla sale "Guardiamo che succede" mi disse.

Lei era in piedi al bancone da sola, sui suoi tacchi ed il miniabito, una escort ventenne dell'est non avrebbe fatto figura migliore, a turno vari singoli si avvicinavano a lei, lei guardava il telefono e declinava, un paio di ragazzi giovani e di bel portamente si avvicinaro ed iniziarono ad attaccare bottone, lui prese il telefono e vidi che digitava "Un poco, falli soffrire".
Lei lesse il messaggio ed iniziò a parlare con i due, poi si spostarono verso un angolo, uno dei due si mise dietro di lei e le baciò la schiena, l'altro le mise le mani sui fianchi, poi ne fece scivolare una sotto la sua gonna, lei fece un sussulto, Riccardo le scrisse "Ok, abbastanza". Lei lesse e li salutò con un sorrisetto ritornando al bancone, noi facemmo per riavvicinarci quando la raggiunse una coppia, lei capelli castani molto bella con un abitino rosso ed uno splendido seno, lui vestito distinto.
"Fermati!" disse Riccardo, Manuela e la coppia iniziarono a parlare, ridevano, Riccardo scrisse qualcosa, lei mormorò qualcosa alla coppia e si diressero tutti e tre verso una delle salette separè. Lasciammo passare un paio di minuti e ci dirigemmo nella sua direzione, ci affacciammo e vedemmo Manuela distesa con l'altra donna che le aveva scostato il perizoma e la stava leccando mentre il suo compagno si masturbava in una poltroncina d'angolo. Ritornai ad avere un'erezione immane a vedere mia moglie con un'altra donna, il compagno di lei si alzò e si mise dietro la donna in abito rosso, le alzò quel poco di vestito che serviva e glielo infilò dentro iniziando a scoparsi la compagne mentre lei faceva godere mia moglie con la lingua. Vennero tutti, si alzarono, si salutarono, Manuela uscì riunendosi a noi, "Che ne dite se adesso torniamo a casa?" dandoci un bacio a testa.

 GITA IN BARCA

L'ultima settimana di giugno riservò molte sorprese, la prima fu una telefonata di Lady Giuliana, come scherzosamente la chiamavo, che mi chiese di prendere un caffè assieme per discutere dei miglioramenti di cui aveva precedentemente parlato a casa loro. Sopreso ed incuriosito accettai di buon grado e ci trovammo in un bar molto trendy di Galleria Cavour, nel centro di Bologna, il cuore 'in' della città. Sgombrando il campo da qualunque idea di approccio fu un normalissimo break coffee in cui si parlò di tanti argomenti. Mi rimase addosso l'idea che mi stesse valutando, cercando di capire qualcosa di me, ci lasciammo amichevolmente e mi portai dietro come un piccolo tarlo che mi rodeva dentro. Ripensavo alla serata al privè, dovevo dare atto a Riccardo di avere condotto il gioco in maniera perfetta, nessuno era andato oltre con mia moglie, tanti giochi, ma nessun rapporto. Fare sesso con lei in tre al cospetto di spettatori era stato poi fantastico, un intrigante momento di puro divertimento. Inoltre avevo una sfrenata voglia di Silvia, ma era difficile vedersi. Per fortuna fu il caso ad arrivare in soccorso. A metà settimana Riccardo ci informò che la multinazionale dove Silvano fungeva da Dirigente EMEA aveva organizzato una convention noleggiando un mega yacht in Adriatico, avrebbero partecipato i top manager dell'azienda e Silvano ci aveva invitato tutti e quattro come suoi ospiti. La cosa capitava a puntino, il sabato mattina dovevamo accompagnare Giacomo all'Eurocamp per l'annuale camp calcio, subito dopo avremmo potuto andare a Marina di Ravenna ove era prevista la partenza in barca. In separata sede ne parlai anche con Silvia ripromettendoci di riuscire, se possibile, a ritagliarci un nostro spazio.
 
Arrivammo sul molo trovando di Marina di Ravenna trovando già Riccardo e Silvia che ci aspettavano, noi uomini in bermuda, le donne in shorts, avrei preso Silvia anche lì in quel momento, ma non era ovviamente possibile. Un marinaio ci accolse alla passerella controllando la lista degli invitati e ci fece salire, Silvano ci aspettava in cima. I saluti furono calorosi, i suoi con Manuela fin troppo vedendo come indugiava la sua mano sul fianco seminudo di mia moglie, ma tant'è. Ci accompagnò a poppa presentandoci agli altri, in tutto c'erano una decina di persone oltre a noi, i vari top area manager dell'azienda. Poi ci presentò al Capitano ed agli altri responsabili della navigazione, il Commissario di bordo ci accompagnò gentilmente nelle nostre cabine per lasciare i bagagli ed indossare i costumi.
 
Ci ritrovammo tutti a prua mentre la nave prendeva il largo, Silvia con un bel costume bianco che metteva in risalto la sua carnagione scura, Manuela aveva indossato un ridotto bikini leopardato che le avevo regalato e che la rendeva quanto mai sexy. Arrivò anche la signora Giuliana, con un costume dorato ovviamente firmato. Le donne presero possesso delle sdraio preparandosi al bagno di sole mentre i camerieri servivano un aperitivo, che a noi uomini fu offerto in un tavolo discosto mentre discutevamo di affari e politica. A pranzo fu servito un buffet sul ponte, i due gruppi erano separati di fatto, le donne al sole, gli uomini a parlare, anche se a dire il vero io il meno interessato essendo fuori
dal loro giro aziendale. Il pomeriggio anche noi uomini ci stendemmo sotto il ponte di comando sorseggiando un drink, di fronte a noi, sulla prua, guardavamo le nostre donne distese. Loro ridevano spesso con Lady Giuliana che faceva gli onori di casa, vedemmo alcuni risolini mentre lei diceva qualcosa sottovoce alle altre. Giuliana aveva come sempre l'acconciatura perfetta, nemmeno il vento del mare riusciva a farle perdere il regale aplomb, poi con una mossa di classe si slacciò il pezzo di sopra del bikini e si ridistese con i seni al sole, non potei non notare che non si vedeva il segno del costume, e pareva di non vederlo nemmeno nel pezzo di sotto. Le altre la imitarono, vidi Silvia,
Manuela, e le altre cinque ospiti slacciarselo e legarlo alla sdraio. Noi rimanemmo un attimo in silenzio, rotto da Silvano, che guardando verso l'orizzonte esclamò "Che spettacolo il mare vero?". Alcuni risolini e battute fecero il contorno. Vidi Manuela girarsi di schiena ed aggiustarsi il pezzo rimanente del costume in maniera che lo slip dietro diventò un filo in mezzo ai due glutei. Era sicuramente la più sexy del gruppo, forse non la più bella, ma di quelle che come si suol dire 'fanno sangue'.
Silvano esordì guardando il gruppo delle bellezze, "Secondo voi chi è la numero uno? Così,
a livello accademico."
Erano tutte belle donne, a parte Silvia e Manuela nessuna lavorava e potevano dedicarsi a
palestra e massaggi, i 'voti', se così li vogliamo chiamare, furono variegati. Riccardo indicò una bellissima e probabilmente infedele compagna del grasso dirigente dell'estremo oriente. Io per galanteria votai Lady Giuliana, "E tu Silvano?", manca solo il voto del padrone di casa.
Lui restò un attimo in silenzio, meditabondo, "Spero che non ti offenderai Mario, se
indico tua moglie. Ha veramente qualcosa di speciale, che tocca...."
In quel momento Manuela si alzò per sistemarsi i capelli mostrandosi a petto nudo, "Forse
sei che vorresti toccare Silvano", scherzò un altro del gruppo.
 
La sera era prevista la classica cena di gala, gli uomini si trovarono prima per il cocktail pre-cena, arrivarono le donne, Silvia con un tubino bianco aderente che perseverava a mettere in risalto il suo colore naturale, Manuela un abito nero con la parte superiore in tulle sotto cui faceva bella mostra un reggiseno gioiello di Yamamay, era una vera bomba sexy che catalizzava gli sguardi. La cena fu splendida come si poteva facilmente presagire ed interessante, alla mia sinistra Lady Giuliana mi aveva immerso in una continua serie di argomenti, mentre Silvano aveva monopolizzato Manuela che aveva sull'altro fianco Riccardo.
 
Finita la cena ci appropinquammo a raggiungere ognuno la propria camera, io avevo strappato una promessa a Silvia di vederci almeno qualche minuto. Dissi a Manuela che l'avrei raggiunta dopo avere fatto una telefonata ad un cliente che aveva bisogno urgente, dal ponte il segnale era più forte. Giravo nervosamente sperando che anche Silvia riuscisse a liberarsi e raggiungermi, finalmente la vidi arrivare, "Ho detto che andavo a prendere da bere,", mi avvisò, "non abbiamo molto tempo!".
La presi con decisione aprii una porta a fianco e me la tirai dietro, era il bagno del corridoio, baciandola con foga la misi a sedere sul lavabo, le aprii le gambe e le entrai dentro senza perdere un momento dalla voglia che ci bruciava. Il tempo per noi era sempre tiranno in quel periodo, ci eravamo scherzosamenteautosoprannominati 'I ladri del tempo'. Fu breve, ma intenso e bellissimo come sempre, ricomposti, un ultimo bacio ed uscimmo. Un rumore ci fece sobbalzare, con orrore vedemmo il Capitano sull'ultimo gradino della scala che scendeva dal ponte, lui ci guardò e vedendo la porta che si chiudeva dietro di noi non era difficile capire da dove provenivamo.... Mantenemmo la calma con indifferenza, ci salutammo educatamente e passammo oltre dirigendoci ognuno verso la sua cabina.
 
Arrivai verso la mia cabina, mi fermai vedendo persone davanti, mi avvicinai e scoprii essere quattro marinai, non ne capivo la presenza tutti assieme lì davanti, finchè non giunsi da loro. C'era un oblò che dava nella nostra cabina, la tenda interna era stata lasciata piegata e quindi si poteva vedere l'interno senza problemi. Loro erano così intenti che non si accorsero di me, guardai anche io nella loro direzione e vidi l'interno della nostra cabina, Riccardo era nudo sul letto, mia moglie lo stava masturbando lentamente mentre gli succhiava il pene, era un vero spettacolo che mi fece nuovamente eccitare malgrado mi fossi appena sfogato con Silvia. Pestai qualcosa per terra e questo attirò l'attenzione dei marinai che si girarono verso di me, nessuno disse nulla aspettando evidentemente una mia reazione che non ci fu. Anzi, mi attaccai all'oblò per vedere meglio e loro capirono, si riaccostarono a me per vedere la scena. Manuela si alzò dando la schiena a Riccardo e mostrando il petto a noi, posso presumere che essendo noi al buio non ci avesse visto, ma ancor più facilmente avevano lasciato la tenda aperta a bella posta. Lei iniziò ad abbassarsi verso Riccardo, lentamente lo fece entrare dentro di lei, iniziò a muoversi con studiata sensualità, era veramente la più straordinaria delle puttane in quel momento, lo stava facendo morire di piacere. Non potei fare a meno di iniziare a toccarmi, cosa che vidi fare anche ai marinai, andarono avanti un pezzo finchè non raggiunsero l'apice del piacere, poi lei lo liberò, si baciarono, lui si risistemò ed uscì dalla mia cabina. In silenzio anche i marinai tornarono ai loro posti dopo avermi lanciato un eloquente sguardo, io entrai dopo qualche minuto facendo finta di niente, anche questo faceva parte del gioco....
 
Non riuscivo a prendere sonno, era mezzanotte passata, ripensavo al sesso bollente con Silvia in bagno, alla scena impressa negli occhi e nella mente di mia moglie con Riccardo. Dopo essermi rigirato per un pezzo mi alzai nel silenzio della notte, indossai il costume, mi misi l'accappotoio addosso e mi diressi verso la piscina coperta all'interno della nave. A quell'ora la piscina, aperta 24 ore al giorno, era silenziosa ed illuminata solo dalle luci blu che ne costellavano il perimetro, mi lasciai scivolare nell'acqua, lasciandomi andare, liberando la mente, approfittando della totale solitudine mi sfilai anche il costume appoggiandolo sul bordo vasca e lasciare che l'acqua tiepida mi bagnasse completamente. Mi godevo lo sciabordio delle piccole onde che il movimento del mio corpo provocava, un lieve rumore mi fece girare, vidi la porta di entrata che si stava richiudendo. C'era qualcuno? A quell'ora? Un'ombra si avvicinò alla scaletta, nel profluvio di ombre che riempiva la piscina distinsti un'acconciatura perfetta, Lady Giuliana! Vidi la sua silhouette perfetta scendere con studiata lentezza nell'acqua, senza una parola venne verso di me che ero come congelato con la schiena contro le piastrelle. Mi resi conto di essere anche completamente nudo, ma lo era anche lei da quello che avevo visto. Giuliana mi venne vicino, il suo corpo scultoreo aderì perfettamente al mio, la sua testa si coricò sul mio petto, sicuramente sentiva il turgore del mio sesso contro di lei. Non successe nulla, assolutamente niente, restammo una decina di minuti in quella maniera, uniti nel buio e nel silenzio, poi, senza una parola così come era entrata, si diresse alla scaletta ed uscì.
 
Il giorno dopo riattraccamo in porto, salutammo tutti, i marinai mi salutarono "Arrivederci signore", accompagnando il tutto con dei sorrisetti sarcastici....

Dalla chat al compleanno

La gita in barca aveva lasciato un mare di bellissimi ricordi ed emozioni, io e Manuela eravamo complici e sempre più uniti, continuando a tenere ben divise la vita di tutti i giorni dalla sfera privata fatta di gioco, e comprendevo ora perfettamente chi affermava che il sesso è divertimento e fantasia.
Il lunedì mattina trovai sul telefono una chat di Whatsapp creata da Riccardo, oltre a me e lui erano presenti altre 6 persone con nomi di fantasia, l'immagine della chat ritraeva mia moglie seminuda. "Benvenuto Mario", scrisse Riccardo, "questa è la chat dedicata a tua moglie, voglio condividerla con questi cari e fidati amici, è troppo bella per non farlo".
Poi caricò una foto fatta in barca dove lei era a gambe aperte distesa sul letto e lui sopra di lei, arrivarono likes e commenti dagli altri partecipanti, non potei fare a meno di eccitarmi vedendola così esibita, guardavo Riccardo sopra di lei e mi si inturgidiva il sesso, ed i commenti degli altri non facevano che aumentare il grado di eccitazione. Ne seguì un'altra con lei sopra di lui, poi Riccardo aggiunse "Per oggi basta signori. Tornate al lavoro."
"Hai una gran figa per moglie Mario, complimenti.", scrisse uno.
Il breve, intenso e rovente rapporto avuto con Silvia in barca, ben lontano dall'avere placato la nostra voglia, l'aveva semmai accentuata. Volevamo sfogarci, riuscimmo a combinare per il nostro classico mercoledì pomeriggio, l'ebbrezza dell'idea mi faceva volare, volevo comprarle qualcosa di carino. Uscii in centro per vedere se trovavo qualcosa di intrigante in uno dei negozi di intimo, ma mentre vagavo per le strade guardando le vetrine passai davanti un sexy shop e rimasi folgorato da quello che
esponevano. In vetrina avevano un corpetto in pelle con dei laccetti a chiudere davanti ed uno slip in accoppiata, era qualcosa di talmente eccitante che decisi di entrare a comprarlo. Per quello che ne sapevo non era il suo genere, ma alla peggio ci saremmo fatti una risata, in realtà non sapevo in quale girone mi stavo infilando e quale movimento stavo innescando.
 
Mercoledì salgo a Milano nel primo pomeriggio, ci troviamo al Motel per il nostro momento, iniziamo a toccarci che siamo ancora in ascensore, in camera ci buttiamo uno addosso all'altro con la solita foga. Sfogato il primo ardore le consegno il pacchettino del sexy shop, "Spero ti piaccia", aggiungo. Lei lo scarta e rimane a guardarlo rigirandoselo fra le mani, a quel punto temo di avere
fatto un marchiano errore, di averla offesa. "Sei arrabbiata?", le chiedo, "mi piaceva, ma non è un problema, lo posso portare indietro."
Lei rimane un attimo in silenzio, "Sai, mi stupisci sempre, è come se mi conoscessi da sempre. C'è stato un periodo che ne avevo tanti, prima di sposarmi, vuoi che lo indossi adesso?"
"Assolutamente sì, se vuoi...."
Lei si allontana in bagno e torna con corsetto e slip in pelle, i laccetti le stringono i seni, si è raccolta i capelli in una coda dietro la testa, ha indossato un paio di autoreggenti e le scarpe con il tacco. Ha l'eccitantissimo aspetto di una mistress, o almeno credo si dica così. Resta il fatto che solo vederla mi provocava una eruzione di sensazioni.
"Allora bambino cattivo, hai voluto indossassi queste cose? Per chi mi hai preso?", dice guardandomi seriamente.
Non so se sta giocando o se è seria, poi mi sbatte con forza sul letto e mi sale sopra,
"Sai cosa faccio ai bambini cattivi?"
"No, veramente no, non so se voglio saperlo....", mormoro.
"Li punisco severamente", e scendendo su di me mi morde un capezzolo. Quello che seguì dopo mi fece temere sarebbe stata la mia ultima volta, sembrava non ce ne fosse mai abbastanza quel giorno, e non starò poi adesso a lamentarmene. Tornai a casa esausto, sazio e felice.
 
La settimana finì e passò il weekend, era la prima settimana di luglio, nella chat creata da Riccardo continuavamo a postare foto e video, le forme di Manuela e le foto sue eccitavano da morire, ed io godevo di questo, e mi accorgevo che altrettanto effetto mi faceva essere umiliato dagli altri, era un gioco dai contorni scuri, ma estremamente intrigante. La settimana successiva andavamo verso la metà di luglio, il caldo, i vestiti leggeri, tutto contribuiva ad accrescere le sfumature erotiche di quel periodo, con mia moglie il sesso procedeva alla grande, vigore e fantasia dominavano, si avvicinava il suo compleanno che cade a metà mese.

Una ricorrenza che cadeva con la venuta di Riccardo, un segno non casuale pensai. Il sabato ci raggiunse quindi, al mattino aveva appuntamento con Silvano, poi venne a casa nostra. Come sempre tenne un comportamento irreprensibile, eravamo nella comfort zone domestica, mi limitai a chiedergli chi fossero gli altri partecipanti alla chat, "Amici.... fidati", mi rispose sibillino.
La sera ci apprestammo ad uscire per festeggiare il compleanno di Manuela, le aveva fatto indossare un miniabito estivo che lasciava poco all'immaginazione, con trame brillanti, copriva il suo splendido sedere poco sotto il minimo di pudore, sopra non aveva nemmeno le spalline e si fermava sopra i seni, era terribilmente sensuale.

Uscimmo, io guidavo e loro due seduti dietro, ero il loro chaffeur, lui non nascondeva le mani che si infilavano sotto il suo vestito, ma non andava oltre anche se questo era sufficiente a farmi eccitare. "Sei bellissima stasera", le disse.
"Con questo vestito farebbe figura chiunque.", ribattè lei.
"No, Riccardo ha ragione.", aggiunsi io.
Arrivati al ristorante entrammo, "Ho prenotato", disse Riccardo al maitre, "per tre, due tavoli."
Due tavoli? Ero ghiacciato, che stava succedendo? Quale altro gioco aveva ideato?
Ad un tavolo centrale si sedettero loro due, ad uno contro il muro io da solo. Si parlavano fitti fitti, ridendo e scherzando, lei accavallava le gambe mostrando le cosce praticamente in toto, lui non nascondeva di appoggiarle spesso la mano sopra, biondissima, occhi azzurri, un miniabito chiaro che contrastava con l'abbronzatura, era impossibile non notarla. Vedevo gli altri avventori
guardarla e quelli non accompagnati dalle rispettive donne commentare senza ritegno. Era terribilmente eccitante.
Il cameriere che mi portò la cena continuava a girarsi verso di lei distraendosi, colsi la palla al balzo, "Bella donna vero?"
"Bellissima, chissà quanto l'avrà pagata quell'uomo.", l'aveva scambiata per una escort, il che aumentò la mia eccitazione. Alla fine della cena portarono il conto a Riccardo, lui parlò basso con il cameriere indicandomi, questi riprese il piattino con la ricevuta e venne verso di me,
"Mi scusi, quel signore là ha detto di portare il conto a lei, che paga il marito....",
evidentemente abituato a vedere tante storie il caposala manteneva un aspetto distaccato.
Rimasi comunque di sasso, mi aveva umiliato pubblicamente, Riccardo mi conosceva perfettamente e sapeva cosa mi piacesse. Regolai il tutto lasciando una buona mancia, ringraziando il caposala aggiunse "Il signore ha anche detto di dirle di andare a prendere l'auto e venire qui davanti a prenderli".
 
Feci come ordinatomi, andai a prendere l'auto e mi portai davanti al ristorante, Riccardo e Manuela uscirono dal locale, lui le teneva un braccio attorno alla vita con la mano ben piazzata sul suo culo, entrarono e si sedettero dietro facendomi segno di partire. Misi in moto e presi la strada che conduceva a casa, ma a metà Riccardo disse gira a destra, "Ma per andare a casa si va a sinistra", feci presente.
"Non andiamo a casa, gira a destra!", guardai dietro e vidi si stavano baciando, lui le aveva messo una mano sotto l'abitino e la stava toccando, lei glielo stava massaggiando da sopra i pantaloni. Ero eccitatissimo e continuavo a guidare seguendo le sue indicazioni con un occhio e l'altro incollato a mia moglie che faceva sesso con lui. Arrivammo in un piazzale semi deserto, dove stazionavano alcuni tir e qualche auto di coppiette sicuramente intente in attività simili alla nostra.
"Parcheggiati lì!", mi indicò puntando uno stallo vicino a degli alberi, così feci.
Una volta fermati guardai per bene nello specchietto, "Non ti girare", mi ordinò Riccardo, continua a sbirciare dallo specchietto. Dietro di me sentivo i gemiti, lei gli slacciò i pantaloni, gli tirò fuori il pene e lo succhiò per bene, poi gli salì sopra, con tutta la sua maestria se lo infilò dentro lentamente, si fermò quando solo punta era dentro ed iniziò a masturbarlo con la sua vagina in quel modo. Lui emetteva sordi rumori di piacere, le abbassò il vestito, lei si prese in mano un seno e glielo porse da succhiare, andavano avanti così, lei a scoparselo lentamente, facendolo morire di piacere un poco per volta, lui baciandola su tutto il petto e toccandola ovunque. Io ero al culmine dell'eccitazione, mi cominciai a toccare, ad un certo punto vidi un'ombra sulla destra, un movimento fuori dal finestrino dove erano seduti loro due. C'era un uomo che stava guardando dentro, Riccardo si voltò verso di lui senza apparente stupore, "C'è qualcuno" dissi.
"Non ti preoccupare", rispose Riccardo.

Mia moglie guardò l'uomo oltre il finestrino e si abbassò facendo entrare Riccardo completamente dentro di lei, lui in compenso abbassò il finestrino, l'uomo aveva tirato fuori il pene e si stava masturbando guardando la scena. Era anche un bel ragazzo, giovane, forse uno dei conducenti dei tir parcheggiati considerando che le auto fossero di coppiette. Aveva un bel cazzo dritto e lungo che si toccava con piacere, Riccardo si stava scopando mia moglie, guardavano fuori, lui fece un gesto al ragazzo che si avvicinò e lo mise per quanto possibile dentro l'abitacolo. Riccardo spinse dolcemente la testa di mia moglie verso il pene proteso, lei lo guardò, poi senza fermarsi nel lavoro che stava facendo sull'amante prese in mano il membro del ragazzo masturbandolo con la sua proverbiale maestria. Ma evidentemente non era abbastanza, Riccardo le spinse ancora un poco la testa verso il giovane, lei comprese e mentre lo teneva in mano cominciò a leccarlo. Io intanto mi stavo toccando, non ne potevo più, vedere mia moglie fare sesso era una droga, adesso poi che aveva anche questo era troppo, io ed il ragazzo venimmo poco dopo, a seguire Riccardo e Manuela scossa da tremiti di piacere. Lo spettatore si ritirò in buon ordine, noi ci ricomponemmo e tornammo a casa, stavolta per la strada giusta....

L'anniversario di matrimono

Scorrevano i giorni, e l'eccitazione del gioco che stavamo vivendo si rifletteva anche nella vita di tutti i giorni, pur i mezzo i normali adempimenti famigliari e casalinghi, cioè il 99% della giornata. Ma Manuela si era caricata ed io ne prendevo i benefici, a parte i giochi e le risate che ci facevamo commentando le sue foto ed i nostri video postati, avevamo introdotto anche altre varianti. Un paio di volte ci eravamo esibiti, mascherati, in webcam, una volta con un paio di singoli, altra con una bella coppia , l'anonimato rende possibile anche questo. Le regalai un paio di stivaloni sopra la coscia, quelli che caratterizzano le prostitute per strada, ma che si sono sdoganati anche nella normalità, ma restano indubbiamente un intrigante accessorio. Una sera si era fatta trovare con addosso solo gli stivali e le autoreggenti, l'effetto letto era stato scoppiettante! Un'altra sera li aveva indossati con una minigonna delle sue per uscire a cena, vedere il cameriere e gli altri avventori mangiarsela con gli occhi era stato più che eccitante.
 
Un pomeriggio ero riuscito anche ad incontrarmi con Silvia, lei era scesa in parte con il treno, io arrivai con l'auto, ci portammo in una zona di periferia tranquilla, fra noi c'era il fuoco. Dopo i preliminari mi salì sopra, le aprii la camicetta scoprendo che sotto aveva un reggiseno di latex di quelli che lasciano i capezzoli scoperti, potete immaginare come andai fuori di testa, era l'erotismo del fetish che mi prendeva. Stava cavalcandomi selvaggiamente come suo solito quando vedemmo uno che ci guardava da dietro un albero a fianco, mi ricordai della sera nella passata settimana con mia moglie e Riccardo, mi chiesi come Silvia si sarebbe comportata, come l'avrebbe presa. Erano emersi alcuni aspetti di lei che non mi aspettavo e mi lasciavano ben sperare, in quel momento poi eravamo così eccitati che tentai. Feci un cenno all'uomo di avvicinarsi stando attento a non farmi vedere da lei, alla peggio non mi sarei preso la colpa. Egli si avvicinò lentamente, si pose di fianco al vetro, noi eravamo ovviamente seduti dietro ora, lei era talmente presa che non se ne era accorta, poi vide l'ombra e sobbalzò mormorando "C'è uno qui fuori!",
Guardai fuori come se fossi sorpreso, l'uomo si era calato i pantaloni e se lo stava toccando mentre ci guardava, la visione di lei, bellissima ed eccitante con quell'intimo proibito era pazzesca.
"Non ti preoccupare", dissi, "sta solo guardando. Non ti preoccupare, non ti fermare, ti prego"
"Ma ci guarda....", ansimò.
"Meglio....", risposi con un gemito. La cosa la eccitò ancora di più, venimmo noi e lui, che si allontanò poi in silenzio.
"Ti voglio con del tempo", mi disse salutandomi sulla banchina.
"Anche io, ma quando lo dici così mi fai un poco paura...", risposi ridendo.
 
Eravamo vicini al nostro anniversario di matrimonio, coincideva con la visita di Riccardo per lavoro, e la cosa non poteva che, potrei preoccuparmi, ma forse più sinceramente, intrigarmi, immaginando che sarebbe successo qualcosa. Sabato lo aspettavamo quindi, quando ci telefonò che avrebbe tardato perchè era rimasto in panne e si stava facendo andare a prendere, vedeva se riusciva a venire lo stesso. Eravamo decisamente contrariati, ma c'era poco da fare. Passati alcune ore ci richiamò dicendo che stava arrivando, cosa che accadde nel pomeriggio. L'auto che si fermò a casa nostra era un poco logora, ma funzionante, alla guida c'era Jonathan, il magazziniere di colore che lavorava da Riccardo.

"Volevo tornare a casa, ma Jonas ha insistito per portarmi qui e tornare a casa, è stato gentilissimo."
Io lo conoscevo avendolo visto varie volte su in azienda da Riccardo, ragazzo simpatico ed educato, era sempre stata una compagnia piacevole. "Ma se non ha necessità assoluta, si può fermare a dormire di sotto con te, se vuoi ovviamente, poi rientrate domani."
Jonas accettò di buon grado, avvertì a casa e chiese se poteva lavarsi, si sistemarono entrambi in taverna preparandosi per la serata, Riccardo mi aveva chiesto se poteva portarlo con noi che gli avrebbe offerto la cena per ringraziarlo del disagio.
La sera uscimmo a cena, Manuela aveva indossato un abito cortissimo nero che lasciava scoperte le sue gambe abbronzate, la gonna svolazzante si muoveva senza ritegno, due bretelline sottilissime sostenevano il vestito, ai piedi due stivali in tinta estivi completavano l'abbigliamento. Era impossibile non notarla, al ristorante, come sempre vidi molti uomini farle scorrere gli sguardi addosso e le donne invidiarla, noi dovevamo essere poi un tavolo strano, una bella donna da sola con tre uomini di cui uno di colore, non era sicuramente niente di proibito, ma nemmeno di così consueto per un sabato sera. Comunque l'ottima cena scorse in allegria, tra buoni cibi e vini di malga, Riccardo le lasciò un pacchettino di regalo chiedendole di guardarci più tardi. Tornammo a casa fra le risate, vista la serata lei si era seduta al suo posto al mio fianco, Riccardo e Jonas dietro, non riuscivo ad immaginare se questo weekend sarebbe successo qualcosa vista la presenza di un 'estraneo'.
In realtà arrivati a casa loro si ritirarono di sotto, noi salimmo nelle camere, pensavo di concludere la serata a due a quel punto, ma un leggero picchiettio alla porta della nostra camera matrimoniale mi annunciò Riccardo.
"Non potevo lasciare la possibilità di festeggiare il vostro anniversario", disse ridendo.
"Manuela, io non ti ho vista al matrimonio, ti andrebbe di indossare l'abito adesso? Per me? Se a Mario non scoccia ovviamente."
Era una domanda cui era possibile solo una risposta positiva ovviamente, era lui a comandare, poi l'idea mi intrigava non poco. Uscimmo dalla camera per andare in una delle altre al piano e lasciare che lei potesse vestirsi in tranquillità. Facemmo chiacchiere sul più e sul meno, finchè mia moglie non ci chiamò di là.
"Sei sicuro che Jonas stia giù a dormire", chiesi a Riccardo, "non vorrei venisse su a chiedere del latte proprio adesso...."
"Non ti preoccupare", mi rispose con tono sibillino.
Entrammo in camera, lei indossava l'abito da sposa immacolato che era rimasto intonso nell'armadio dal giorno del matrimonio, tanti anni prima. "Sei bellissima in bianco così", affermò Riccardo, "bianca anche sotto?"
Lei alzò la parte bassa del vestito mostrando intimo bianco da matrimonio, reggicalze e calze bianche, la giarrettiera d'ordinanza, era qualcosa più che eccitante. Mi aspettavo che le andassimo addosso, ma le cose sarebbero andate molto diversamente.
Riccardo le chiese di aprire il pacchettino, dentro c'erano due foulard neri, una mascherina ed un paio di manette, io lo guardavo interdetto.
"Spogliati," mi ordinò, "via tutto."
Obbedii rimanendo completamente nudo, poi mi fece sedere per terra a fianco del termosifone ammanettandomi un polso al termo, ora ero immobilizzato. Si avvicinò a Manuela ed iniziò a baciarla mentre li guardavo, lei in abito a sposa fra le braccia di un altro, se c'era mai stato qualcosa di più eccitante non me ne ricordavo.

La fece stendere, le legò i due polsi dolcemente con i foulard alla spalliera del letto, le mise la mascherina sugli occhi, ora era sua, le alzò il vestito lasciandola a vista con il reggicalze e tutto l'intimo, era un groviglio bianco di grande fascino. Le leccava con dovizia, lei era eccitata, legata e solleticata, io ero nuda a terra, potevo solo toccarmi con la mano libera, mentre mia moglie in abito da sposa faceva sesso davanti a me. Poi cominciò a scoparla facendola gemere, ad un certo punto si ritrasse e si mise in piedi, era nudo anche lui a quel punto, "Vi ho portato un regalo per festeggiare l'anniversario, che spero apprezzerete", disse avvicinandosi alla porta della camera ed aprendola.
Sull'uscio c'era Jonas, completamente nudo, "Vieni dentro", lo invitò Riccardo,
Ero raggelato, cosa ci faceva qui? Lo guardai, quello che dicono degli uomini di colore, almeno nel suo caso, pareva vero, tra le gambe aveva un membro di notevoli dimensioni. Riccardo si distese vicino a Manuela e fece cenno a Jonas di stendersi anche lui, gliela fece toccare, le mani di Jonas erano da magazziniere, ruvide, ben diverse da quelle raffinate di Riccardo, lei se ne accorse e sussultò, lui si avvicinò alla sua testa e baciandola sul collo le tolse la mascherina,
"Vi ho portato un regalo".
Lei ci guardava, intanto Jonas si era disteso tra le sue gambe e la stava leccando, Riccardo venne a sedersi al mio fianco.
"Sei impazzito gli chiesi?"
"Non ti va bene? Se vuoi puoi fermare tutto, basta che lo dici!"
Guardai, lei stava godendo oscenamente, Jonas mentre la leccava le aveva infilato dentro un dito, poi due, la titillava e la leccava facendola ondeggiare di piacere, vedevo mia moglie, vestita di bianco nuziale, sotto un uomo di colore che la stava facendo godere.
"Basta una tua parola e lo fermo Mario, cosa vuoi fare?"
Io mi girai a guardarlo, non riuscivo a proferire parola, ero tanto atterrito, quanto eccitato e preso, rimisi gli occhi sul letto, Jonas la stava facendo godere e gemere di piacere, era uno spettacolo.
"Manuela tu vuoi fermarlo?", chiese Riccardo a mia moglie, che non rispose, ma il suo linguaggio del corpo era già una risposta.
Lui si tornò a girare verso di me, mi accarezzò il pene durissimo, "Sei eccitato a guardare tua moglie scopata da un nero vero? Cosa facciamo amico mio? Ci godiamo lo spettacolo o lo vuoi fermare? Rispondimi!"
"Non so....", mormorai, "non so", ero una statua di sale a guardare lo spettacolo bellissimo davanti ai miei occhi.
Riccardo mi accarezzò ancora più forte, "Allora che lo spettacolo inizi,", disse, "Jonas scopala! Fottila!"
Jonas si alzò in piedi mostrando una erezione immane, era veramente dotato in modo estremo.
"Scopala!", gli dissi anche io.
Lui si distese su di lei, impuntò il suo pene contro la vagina di mia moglie e dette un colpo, ma non riuscì ad entrare, lei non aveva avuto molti uomini prima del matrimonio, anzi, forse o quasi sicuramente, molti di più dopo a questo punto.
Jonas si avvicinò alla sua bocca porgendole il membro, lei iniziò a lubrificarglielo con la bocca, temetti la soffocasse, ma era troppo brava in questo, usava la lingua senza farselo infilare dentro. Riccardo si alzò e gli dette una boccia di lubrificante, Jonas lo mise in maniera abbondante tra le gambe di mia moglie e sulla punta del pene, poi riappoggiò e dette un colpo secco, stavolta entrò dentro senza nessuno sforzo. Lei emise un "Ohhhhh, cazzo", aveva una espressione che non avevo mai visto, le mani si strinsero, lui iniziò a martellare facendola sobbalzare, lei gorgogliava di piacere, quando vennero lei tremava come una foglia, intanto, tanto per aggiungere burro al pane, Riccardo mi aveva fatto godere con la sua mano.
Riccardo si alzò e guardò Jonas, "Okkkk, J, ora vai pure, grazie, sei stato un grande."
Lui sorrise, ci guardò, e se andò di sotto. Riccardo mi slegò la mano ammanettata e sciolse Manuela dai foulard, "Oddio" disse lei ansimando, "pensavo di non farcela".
Entrammo tutti e tre nella vasca a idromassaggio per rilassarci, l'intimità e la complicità che ci legava fecero sì che cominciassimo a scherzare sull'accaduto, "Ed io Mario sono stato bravo?", chiese ironicamente, "Sai Manuela, ti ho rubato il mestiere, ma tuo marito era troppo preso a guardarti per fare da solo...."
"Sei un bastardo", gli dissi ridendo, "cazzo che serata! A proposito amore", aggiunsi, "buon anniversario!".
 

Un fine luglio interessante

L'anniversario era passato con tutto il suo strascico di adrenalinica esperienza, eravamo a fine luglio e si avvicinavano le ferie agostane, ma prima di partire volevo assolutamente vedermi con Silvia, e riuscimmo a combinare un appuntamento per il nostro classico mercoledì pomeriggio. Ma quell'ultimo lunedì estivo mi riservava altre sorprese.

La telefonata di Lady Giuliana arrivò inaspettata e mi colse di sorpresa, chiedeva se potevamo vederci nel pomeriggio, invito che colsi di buon grado. Così ci trovammo in un locale del centro, Giuliana pareva distratta, mi chiese se mi andava di andare a vedere la mostra di un famoso pittore moderno che esponeva in centro a Bologna, così facemmo mentre continuavamo a parlare del più e del meno, in mezzo mi domandava consigli su accessori di domotica e sicurezza per casa loro il che, pensai, giustificava l'incontro. La mostra era indubbiamente interessante e la condivisione della passione per l'arte era motivo di unione, uscimmo dal museo e lei si diresse, sempre parlando, ma senza darmi riferimenti, verso un'altra zona della città lì vicino. Arrivammo davanti una porta a vetri serigrafata, era una spa di alto livello, "Avevo appuntamento per questa spa, mi sono permessa di aggiungerla, spero non se ne abbia a male?", mi informò. Sì, perchè era più una informazione di servizio, che una proposta, non potei che accondiscendere alla gentile richiesta ed entrammo. Un inserviente ci accolse e ci indirizzò verso uno spogliatoio, lei iniziò a denudarsi senza problemi, io ero un attimo imbarazzato "Allora? Pensa di spogliarsi o vuole entrare in giacca e cravatta? Devo pensarci io?", mi chiese con un sorrisetto ironico guardandomi fisso. Sì, pare strano, ma stava nuda davanti a me mentre mi spogliavo anche io, ma continuava a darmi del lei.

Entrammo nella sauna con solo un asciugamano con noi, ci sedemmo come se niente fosse, non potevo non ammirare il suo corpo perfetto frutto di lunghe sedute estetiche e del dolce far niente, il suo personal trainer la teneva in gran forma. Sempre parlando della mostra che avevamo visto Giuliana iniziò a spalmarsi del miele addosso con lenti movimenti circolari, dalle spalle scese al seno poi sempre più in basso fino ai piedi, beh capirete, vederla mentre faceva questo era una scena quanto mai erotica i cui effetti cercavo di nascondere, per quanto possibile, con l'asciugamano. Questo finchè lei si mise a pancia in giù e mi chiese di farlo sulla schiena, "Sarebbe così gentile? Il miele è un vero e proprio toccasana per la pelle, dovrebbe provare!".
Presi quindi del miele con un mestolino e glielo misi sulla schiena, la massaggiavo lentamente, lei aveva socchiuso gli occhi, la sua pelle ambrata e morbida era fantastica da toccare, scesi verso i suoi glutei ed in mancanza di suoi segni la spalmai anche lì, la mia eccitazione era ovviamente tangibile e ben visibile, ma nulla in lei dava segno che ci dovesse accadere qualcosa. Dopo il tempo previsto uscimmo dalla sauna, ci godemmo uno scrub sempre gentilmente offerto da Giuliana, poi doccia e rivestiti, ci salutammo fuori dalla porta come se niente fosse accaduto, ero decisamente interdetto.

Mercoledì salii a Milano da Silvia, come mi aveva detto la raggiunsi in camera nel nostro solito motel day use. Bussai, la porta si aprì, entrai rimanendo un attimo stordito, profumi di incenso, luci spente, stanza illuminata solo da candele, in piedi stava lei con addosso il completo che le avevo regalato in pelle, le cui borchie rilucevano al saltellare delle fiammelle. Era di una bellezza stordente, mi guardava fisso "E' questa l'ora di arrivare?".
Compresi che voleva giocare, "Mi spiace, sono stato trattenuto....", farfugliai.
"Spogliati, sai che ora ti dovrò punire per questo!"
Mi denudai completamente, poi mi fece inginocchiare, mi girava attorno con una specie di frustino in mano, il picchiettio dei suoi tacchi a spillo cromati mi circondava, "Baciami adesso", mi ordinò. Mi stavo alzando per obbedire, ma mi fermò "Ti ho detto di alzarti? Pensi forse di potermi baciare in bocca dopo essere arrivato tardi? Baciami in basso schiavo."
Iniziai a baciarla dalle caviglie, salendo verso le ginocchia, arrivai all'inguine e infilai la lingua sotto il perizoma in pelle, ero andato oltre il confine dell'eccitazione, ed anche lei vedevo faceva fatica a trattenersi. Ad un certo punto mi buttò con violenza per terra salendomi sopra, "Sei proprio un maiale, vorresti scoparmi vero? Vorresti scopare la tua padrone? Dimmelo".
"Sì, lo vorrei più di qualunque altra cosa"
Il suo bacio fu vorace ed infinito, seguì un pomeriggio fatto di puro sesso, poi stanchi e sazi ci trovammo abbracciati nel letto.
"Sai,", mi disse, "hai risvegliato in me cose che pensavo non avrei più nè fatto, nemmeno pensato."
"Non lo avrei mai detto, mi stupisci sai? Ma in bene".
"Come ti dissi in parte, prima di sposarmi facevo e vivevo tante cose, poi quando conobbi Riccardo ci innamorammo e mi calai nella parte. Ma ho avuto esperienze strane, particolari, ed eccitanti, per un certo periodo."
"Non vedo l'ora di scoprirle tutte", risposi ridendo.
"Sei sicuro? Davvero sicuro? Perchè forse non ti aspetti tutto.... sei pronto? Veramente pronto?"
"Sono pronto a tutto....", mormorai baciandola e salendole sopra per una nuova sessione....

Vacanza in agosto

Partimmo per le vacanze che avremmo trascorso nell'isola di Favignana, eravamo ospiti in un bellissimo villaggio adagiato in una incantevole baia di fronte a Marettimo, la sera il tramonto infiammava tutto e la luce del faro sul promontorio creava un panorama da sogno. Il clima, il luogo, la spensieratezza, tutto invitava a lasciarsi andare e divertirsi, inoltre la compagnia di animazione che gestiva il villaggio era, per una volta, veramente in gamba e divertente.

Mi trovai ben presto in piena sintonia con i ragazzi dell'animazione, Marco e Michele erano due persone a posto simpaticissimi, avevano tutto per creare serate che erano diventate un vero e proprio cult nell'arena del villaggio. Tutte le sere inventavano giochi e spettacoli che tenevano tutti lì ad assistere, tanto di cappello. Con i due responsabili, appunto Marco e Michele, si era creata una bella amicizia, ci fermavamo anche di giorno a farci degli aperitivi, io avevo sempre dato per scontato che gli animatori fossero anche dei conquistatori, sempre inseguiti dalle ragazze e donne ospiti del villaggio. Ma scoprii invece che non era proprio così, regole molto rigide gli impedivano di avere rapporti e se venivano scoperti sarebbero stati cacciati su due piedi, per cui "In questi mesi per noi è dura a donne, caro Mario, almeno tu ti porti tua moglie, che è anche molto bella."

Proprio per questa amicizia la sera eravamo ospiti fissi sul palco, io facevo il buffone assieme a loro, Manuela parte della giuria che poi decideva chi era il vincitore dei giochi serali. Lei si presentava sul palco con delle mise che lasciavano poco all'immaginazione, era così terribilmente sexy da catalizzare gli sguardi di tutti, molto più delle slavate ragazzine più giovani. In sua compagnia era un altro giurato, anche lui praticamente fisso, Armando, un bell'uomo che si sedeva sempre al suo fianco e non faceva mistero di apprezzarne le forme, con una scusa o l'altra spesso la sua mano finiva sulle cosce praticamente scoperte di mia moglie, pur senza mai oltrepassare il limite. Anche di giorno capitava si fermasse a fare delle chiacchiere all'ombrellone con lei.

La sensualità di Manuela come ho detto non passava inosservata, un pomeriggio stavo bevendo un aperitivo con Marco e Michele che erano quanto mai mogi, si lamentavano ancora della mancanza di compagnia femminile, "Dai ragazzi, avete sempre Youporn", scherzai.
"Ehhh sì, sai che gusto! Tu hai una moglie bellissima, la sera è un'attrazione, e noi siamo ridotti alla tv".
Una idea maligna mi balenò, "Ma e se invece della tv poteste assistere dal vero?"
"In che senso? Che intendi?"
"La sera Giacomo dorme in camera con noi, quando vogliamo fare qualcosa dobbiamo usare il dopo pranzo mentre lui è al baby club. Se vi facessi assistere di nascosto riuscireste a tenere la cosa per voi? Nessun altro deve saperlo!"
Mi fidai delle loro raccomandazioni, erano divertiti ed eccitati all'idea, io ovviamente quanto mai.
Il giorno seguente invitai mia moglie dopo pranzo, lei indossava solo un microcostume, cominciammo a baciarci, era un giorno che misteriosamente e fortunatamente, era particolarmente calda, feci in modo da tenerla di spalle rivolta alla finestra in modo che non vedesse se qualcuno si affacciava. La finestra dava sul vialetto e l'avevo lasciata astutamente aperta, finimmo sul letto, lei salì sopra, quel giorno sembrava invasata, vidi con la coda dell'occhio i due amici che si erano messi alla finestra, lei era impossibile se ne accorgesse. Cominciò a scoparmi come poche volte è capitato, fra l'altro girai anche il video integrale, il suo sedere si muoveva come una furia mostrando il mio pene infilato dentro la sua vagina che godeva da matti, Marco e Michele erano abbagliati da tanta foga e bravura. Mi ridusse a brandelli, ma io non sono da meno, la feci girare alla pecorina in modo che non vedesse la finestra e la martellai con ferocia fino a venire assieme. Quando ci ricomponemmo nessuno si vedeva.

Nel pomeriggio mi ritrovai con i due amici, "Cazzo Mario, ci hai fatto morire, è fantastica a letto, una furia, sei veramente fortunato". Come ero eccitato all'idea di averla mostrata e degli apprezzamenti lo potete facilmente immaginare.
Passarono un paio di giorni, intanto io scherzavo con lei su quanto gli altri uomini la mangiassero con gli occhi e quanto fosse desiderabile e scopabile, lei si scherniva, ma la mancanza dei giochi che avevamo iniziato a fare a casa si faceva sentire.
Il sabato sera che chiudeva la prima settimana era sempre la serata in cui veniva messo in palio un premio, io ero sul palco per la mia parte di 'valletto' per così dire, mia moglie da giurata, quella sera era una vera e propria bomba sexy. Un top ridottissimo comprimeva i seni all'insù, i capelli non stirati cadevano ovunque, la gonna era una striscia di stoffa che copriva a malapena gli slip lasciando scoperte tutte le cosce abbronzate. Armando era stordito, ed anche i due capi villaggio non riuscivano a distogliere gli occhi da lei, come tanti altri ospiti peraltro. Resta il fatto che la serata passò tra giochi, scherzi, risate, come sempre, alla fine ci fu l'estrazione a sorte per un viaggio in un altro villaggio del gruppo per l'anno seguente, a Pantelleria. Quello che non mi sarei mai aspettato fu che a vincerlo fosse proprio Manuela, il suo biglietto fu quello estratto per il primo premio e fu invitata a ritirare il buono a fine serata.

Arrivati a mezzanotte quando si deve chiudere, tutti andarono via, io mi guardai attorno e non c'era più nessuno, iniziai a cercala nel backstage dove sapevo era andata a ritirare il premio, seguii il rumore delle risate, misi l'occhio nei camerini e la vidi lì con Marco e Michele che ridevano tutti e tre alla grande, loro gli mostravano i loro telefonini, lei rideva ed ammiccava schernendosi. Mi avvicinai salutando, "Ciao, donna fortunata, allora che succede?"
"Succede che questi due ci hanno visto l'altro giorno in camera e ci hanno anche fatto delle foto, tu non ne sai niente vero?"
Doveva essere un segreto, ma vista la mal parata feci buon viso a cattiva sorte, "No, ovviamente, beh, si saranno goduti lo spettacolo amore."
Intanto lei si era seduta sulla gamba di Marco che era su una sedia lì accanto, "Hai una moglie stupenda Mario", disse Marco avvicinando le labbra alle sue spalle nude.
"Dicono che vogliono qualcosa in cambio delle foto, altrimenti le fanno vedere a tutto il villaggio."
Io li guardavo senza capire molto, ero sicuro di conoscerli e che non l'avrebbero fatto, ma forse era in corso un gioco.
Mi avvicinai a Manuela abbassandomi a baciarla, "Amore, non vorrai che le nostre foto vadano in giro vero?"
"Avete vinto anche un bel viaggio a Pantelleria per il prossimo anno, non casualmente....", aggiunse Michele.
La baciai ancora mettendole una mano sotto la microgonna, anche Marco la baciò sulle spalle, e Michele si avvicinò anche lui facendole scorrere una mano sulla coscia bellissima.
Lei rispose al mio bacio incollando il suo corpo al mio con dei piccoli fremiti, stavo perdendo il controllo dall'eccitazione, le feci scendere le spalline scoprendole i seni, Marco e Michele la baciavano da dietro sulle spalle, io scesi sui suoi capezzoli turgidi succhiandoli avidamente. La misi contro un tavolo che era lì e mi inginocchiai tra le sue gambe per leccarla, gli altri la baciavano sul collo e sui seni, intanto si erano tolti i bermuda, lei prese in mano di due membri esposti e li masturbava, io mi alzai le misi il mio pene dentro e cominciai a scoparmela a più non posso mentre lei si abbassava ora di qua, ora di là succhiando i due ragazzi. Marco le mormorò "Ti prego, è così tanto che non lo faccio....", lei gli dette uno sguardo, io mi sfilai e mi sedetti, lei si chinò verso di me, Marco da dietro non perse tempo e le andò dentro con foga scopandosi mia moglie mentre io la baciavo e lei me lo succhiava, poi lui si spostò e fu la volta di Michele, andarono avanti un pezzo mentre lei godeva, poi lei si liberò e mi venne sopra, si infilò il mio pene dentro ed iniziò a scoparmi come una furia, intanto aveva preso in mano i due cazzi degli animatori, venimmo tutti assieme in un tripudio di gioia. Esaurita la soddisfazione pretese di cancellare le foto e ritirò il buono, poi dopo caldi saluti tornammo al nostro bungalow.

La seconda settimana di vacanza proseguì bella come la prima, ma il discorso precendente era stato archiviato fra i giochi fatti e messi via. Di giorno spesso vagavamo per le spiaggette e tornavamo la sera, il sabato sera della seconda settimana era anche l'ultimo giorno di vacanza. Io ogni tanto la prendevo in giro, "Armando ti sta sempre addosso, sbava come un cagnolino, ti toccherà sfamarlo prima o poi."
"Ma figurati, tu sogni! Poi lo vorresti davvero?"
"Può darsi....", rispondevo e via così.
Quel sabato era in programma una caccia al tesoro, arrivate le due squadre alla pari, io ero in quella differente da Manuela, la prova decisiva era portare al banco tanti più slip possibili dei partecipanti. Tutti corremmo in qualche posto dove poter sfilare gli indumenti senza dare scandalo, io finii nel bungalow della moglie di Armando, donna simpatica, ma poco attraente, a turno ce li togliemmo ed io corsi con i due trofei verso il banco. Passando a fianco del nostro bungalow vidi una luce e mi avvicinai per capire chi c'era, avendo occupato noi la loro sede, mia moglie ed Armando erano andati a togliersi gli slip da noi, ma non solo.
Vidi lei che non riusciva a slacciarsi gli shorts ridottissimi che indossava, lui cercava di darle una mano, ma anche troppo, vidi la sua mano infilarsi dentro i pantaloncini per aprirli, ma poi girarsi ed iniziare a toccarla, lei ebbe un sussulto, lui le slacciò il bottone riuscendo a toccarla ancora di più, le calò i braghini, intanto si era tolto i suoi. Aveva un membro corto, ma tozzo, le mise la lingua in bocca mentre cercava la strada giusta, le scostò gli slip e le andò dentro, così, in piedi dentro la nostra camera. La martellò con veemenza finchè non vennero entrambi. Ero talmente eccitato che non potei fare a meno di toccarmi e godere con loro. Corsi al banco a portare i due nostri slip, il che ci fece vincere, visto che Armando arrivò dopo di me con i due slip, recuperai quello di mia moglie che portava ancora addosso il suo odore.
La sera le dissi "Hai visto? Abbiamo vinto noi."
"Non riuscivo a togliere i pantaloncini, si era incastrata la zip," bofonchiò, ma mi sa che forse lo sai già....

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